Ciclismo
“Dio, spero che sia solo incosciente”, il toccante racconto di Gruber alla Strade Bianche

La Strade Bianche non è un gioco per ragazzi, lo ci si ricorda ogni anno all’arrivo vedendo i tanti corridori non arrivati e le tante magliette strappate da qualche caduta. Foto di ferite, escoriazioni, sangue oramai solidificatosi sulle gambe o sulle facce polverose dei ciclisti. Le scene delle Strade Bianche raccontano un ciclismo di altri tempi, epico, ma la paura che una caduta possa finire peggio c’è sempre, anche se ogni tanto ce lo dimentichiamo.
Quest’anno a ricordarcelo per fortuna non c’è nessun “reale” brutto incidente, il bollettino medico racconta di qualche frattura ma nulla di troppo grave: tre clavicole, un polso ed un radio. Nulla di simpatico ma niente di drammatico. La scena a cui però Jered Gruber alla Strade Bianche ha assistito, come la sua foto racconta, fa paura. Bettiol che schiaffeggia Scaroni, a terra, fa paura, anche se per fortuna per Christian nulla di grave. Nonostante questo, o forse proprio per questo, Gruber ci ha tenuto a raccontare quello che ha vissuto vedendo e fotografando quella scena:
«Scatto davvero foto a tutto, a volte senza rendermene conto. Mentre lasciavamo Lucignano d’Asso ho visto i bellissimi colori della maglia del campione italiano sul ciglio della strada piegato nella polvere. Era Alberto Bettiol chinato sul suo compagno di squadra, Christian Scaroni. “Dio, spero che sia solo incosciente, mi dicevo”. Lo schiaffeggiava dolcemente in faccia. Ecco, faceva questo. Poi siamo andati via in un vortice di polvere e caos. Avevo una profonda sensazione di vuoto. In seguito ho visto che avevo una foto della scena e la cosa che mi è saltata all’occhio era un piccolo dettaglio nell’angolo: la bici di Bettiol era a terra molti metri lontano da Scaroni. Vuol dire che si è fermato ed è corso da lui. C’era un’ambulanza dietro di noi, quindi l’aiuto era vicino. Ho continuato a controllare tutto il giorno per vedere se c’erano novità, niente. Ho supposto che questa fosse una buona notizia. Più tardi, Ash ha trovato un rapporto medico: le sue ferite sono minori, se ricordo correttamente. Mi sono un po’ sentito preso in giro quando ha letto che stava bene e non era in condizioni critiche. Stava bene? Stava più che bene. Era vivo. Le corse di bici sono belle, questa particolarmente, ma sono anche spaventose, questa in particolare».
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