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Ciclismo

La Volta a Catalunya attacca i corridori: “Non hanno rispettato gli accordi”

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La Volta a Catalunya si è chiusa tra le polemiche con gli organizzatori della gara che hanno attaccato pesantemente i corridori per quanto successo nella sesta tappa, neutralizzata per 50 chilometri.

Secondo quanto raccontato da Rubèn Peris, direttore della corsa, c’era un accordo tra corridori e organizzatori per fare un primo giro del percorso, creato ad hoc per risolvere il più possibile il problema del vento, neutralizzato e poi lasciar spazio alla gara.

Invece alla fine i corridori avrebbero rinviato sempre di più l’inizio della vera gara fino al chilometro 50. A quel punto mancavano solo 22 km al traguardo visto che la tappa (regina) era già stata pesantemente accorciata. Queste le parole di Peris raccolte da CyclingNews:

“È stata una giornata spiacevole. Questo perché avevamo concordato con i corridori di fare una cosa e invece ne hanno fatta un’altra. Abbiamo concordato di fare un giro neutralizzato, come ricognizione, e un altro come gara. Ma a metà del giro di ricognizione, alcuni corridori ci hanno detto che a quel punto si trattava di concludere quel primo giro e che l’intera tappa sarebbe finita lì. Alcuni corridori, non tutti, non hanno rispettato le loro responsabilità. Quello che non può succedere è che al minimo cambiamento priviamo il pubblico dello spettacolo. Se i corridori non vogliono correre, allora non corrono”.

Foto dal profilo Instagram della Volta a Catalunya

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