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La questione Sancho, il mercato, le “critiche” a Dovbyk… parla Gasperini

Il nuovo allenatore della Roma ha dovuto affrontare tutte le situazioni di cui si è parlato in questi giorni in orbita Roma

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Nella prima conferenza stampa ufficiale Gian Piero Gasperini è stato chiamato a rispondere a tante spinose questioni: dal mercato (ancora incompleto), alla situazione di Pellegrini, alla questione Sancho (“Sancho? Il mercato è nella sua fase finale, è sempre imprevedibile ma ora penso solo al campionato e al Bologna”) ed alle “critiche” a Dovbyk. Ecco alcune delle domande e delle relative risposte più interessanti:

Avrebbe voluto una rosa più completa per la prima di campionato?
“Indubbiamente sì, soprattutto per un allenatore nuovo che magari arriva e vorrebbe portare altre idee. Però devo dire che con i ragazzi con cui abbiamo lavorato abbiamo fatto bene: hanno passato un mese e mezzo insieme e, tra quelli che erano già presenti dall’inizio, sicuramente abbiamo fatto tanto. Gli altri sono arrivati un po’ alla spicciolata, qualcuno prima, qualcuno dopo, poi c’è stato anche uno stallo. Certo, tutti noi vorremmo sempre poter partire con una squadra definita, con una rosa completa, per sfruttare al meglio il periodo di preparazione. Ma ormai questo sembra essere diventato un po’ un’utopia per tutti”.

Aveva ricevuto delle rassicurazioni?
“Ti fai delle indicazioni, ti dai dei propositi, no? Poi c’è la realizzazione. Quelli sono sempre molto validi, sempre molto riconosciuti in ogni riunione che facciamo. Poi però la realizzazione può avere tempi diversi e bisogna vedere anche quanto si riesce a fare”.

Dovbyk?
“Non lo so, non ho la sfera di cristallo per capire cosa succederà in questi dieci giorni. Io sono qui, oltre a domani, dopo di che è convocato, come tutti quelli che lo sono in questo momento. Io penso sempre a guardare avanti e domani credo che ci attenda un bel momento, l’inizio del campionato. Dovbyk, insieme agli altri ragazzi convocati, deve avere la massima concentrazione davanti al nostro pubblico per la prima volta quest’anno. È vero che queste date di mercato possono portare a ritrovarti un giocatore contro due volte, oppure ad averlo e poi rivederlo dall’altra parte. Quello che succederà nei prossimi dieci giorni lo vedremo”.

Lei fece quel discorso sulla musica.
“Non era su Dovbyk.  In generale, nel calcio ci sono dei tempi, un po’ come nella musica. Vale per chiunque giochi a calcio, e i giocatori di maggiore qualità sono indubbiamente quelli che hanno il tempo giusto, come nella musica. Chi entra un po’ prima o un po’ dopo corre il rischio di steccare. Ma questo vale anche in un’azione, in una qualsiasi situazione di gioco. Ma l’avete portata su Dovbyk, poverino”.

Pellegrini?
“Pellegrini mi sembra che stia recuperando ed è vicino al rientro. Io sono arrivato che lui era già infortunato, quindi non ha mai potuto allenarsi con la squadra. Non so perché questa domanda venga sempre fatta a me e non al giocatore o alla società. Quello che ho visto io con Pellegrini è che la situazione non così chiara: è evidente che la società non ha intenzione di allungare il contratto ed è altrettanto evidente che lui ha bisogno di giocare per ambire alla Nazionale e ai suoi obiettivi personali. Non sono io la persona più indicata per parlarne, però visto che me lo chiedete cerco di rispondere”.

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