Ciclismo
La Israel-Premier Tech “costretta” a cambiar nome e nazionalità? Le novità
La squadra israeliana potrebbe dover cambiare quasi tutto in vista della prossima stagione anche per ragioni economiche
La Israel-Premier Tech potrebbe dover cambiare sia nome che nazionalità per la prossima stagione. Dopo le prime voci sui possibili cambiamenti, poi negati dal proprietario della squadra Sylven Adams direttamente ai microfoni dei giornalisti presenti alla Vuelta, la squadra potrebbe cambiare decisione e rinnovare il proprio marchio.
A fare pressione perché questo accada è stata la Factor, il marchio di bici che ha sponsorizzato in queste ultime stagioni la squadra. Il fondatore, Rob Gitelis, ne ha parlato con Cyclingnews.com spiegando che senza un cambio di nome e di nazionalità la sponsorizzazione non sarebbe più sostenibile: “L’ho già detto alla squadra: senza un cambio di nome, senza un cambio di bandiera, non continueremo”.
Gitelis ha poi continuato: “Non è più una questione di giusto o sbagliato. Il nostro marchio è diventato troppo controverso e la mia responsabilità, nei confronti dei miei dipendenti e dei miei azionisti, è quella di dare loro il massimo spazio per far crescere questa azienda e renderla redditizia. Aggiungendo ulteriore livello di conflitto o complessità, non possiamo più accettarlo. Non è più una questione personale, del tipo ‘io sostengo questo o quello’. C’è solo un certo livello di controversia che non possiamo tollerare attorno al marchio.”
Successivamente ha aggiunto che questi 2 cambiamenti sono i “requisiti minimi” e che ci saranno anche “altre considerazioni” da fare e che potrebbero condizionare il futuro della sponsorizzazione. Secondo quanto appreso da Cyclingnews.com entrambi i cambiamenti sono già stati concordati, verbalmente, da entrambe le parti ma non è ancora chiaro cosa succederà ora. Per adesso non sarebbe stato proposto alcun nuovo nome, anche se per il sito di ciclismo sarebbero ipotizzabili le opzioni: Factor-Premier Tech o Premier Tech-Factor.
La questione per la squadra non è più solo etica ma anche economica. La Vuelta ha segnato un limite non sorpassabile che rende “rischioso” l’invitare la squadra a certi eventi creando un danno economico sia alla squadra stessa che ai marchi che la sponsorizzano. Allo stesso modo tutti gli sponsor, come il marchio delle bici, avranno sempre più difficoltà a guadagnare dalla sponsorizzazione della squadra, tanto che il fondatore della Factor ha ammesso: “È difficile celebrare la vittoria di squadra, quindi abbiamo celebrato la vittoria dell’atleta. Quando Stevie Williams ha vinto una Classica l’anno scorso, abbiamo celebrato Stevie Williams, non abbiamo celebrato Israel-Premier Tech. Non siamo riusciti a sfruttarla al meglio come avremmo voluto.”
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