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Bremer, un’altra battuta d’arresto: il ginocchio che preoccupa la Juventus

I tempi di recupero del brasiliano e come la società ha deciso di gestire la situazione

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La Juventus torna a fare i conti con gli infortuni, e stavolta la preoccupazione riguarda uno dei suoi pilastri difensivi: Gleison Bremer.

Il difensore brasiliano ha riportato una lesione al menisco mediale del ginocchio sinistro, lo stesso già operato dopo la rottura del legamento crociato anteriore avvenuta un anno fa durante la sfida di Champions League contro il Lipsia.

Dopo i primi accertamenti a Torino, il giocatore è stato visitato a Lione dal professor Bertrand Sonnery-Cottet, uno dei massimi esperti europei di chirurgia ortopedica sportiva. La diagnosi ha confermato la necessità di un intervento artroscopico selettivo, volto a ripulire e stabilizzare la zona lesionata.

I tempi di recupero stimati oscillano tra le 4 e le 5 settimane, ma lo staff medico bianconero preferisce non sbilanciarsi: la risposta del ginocchio nelle prime settimane post-operazione sarà decisiva per capire se il rientro potrà avvenire già entro novembre o se servirà attendere la sosta di dicembre.

Il nuovo problema non arriva del tutto inatteso. Da inizio stagione, la gestione di Bremer è stata gestita nei minimi dettagli: minutaggi alternati, qualche panchina “programmata” e attenzione ai carichi di lavoro.

Durante la rifinitura post-Verona, il difensore si era accasciato per qualche istante a terra, suscitando timore tra compagni e tifosi. In quell’occasione la Juventus aveva parlato di “semplice affaticamento”, ma l’episodio ha rivelato quanto il suo ginocchio fosse ancora un punto sensibile.

In casi come questo, gli esperti spiegano che la combinazione tra un precedente intervento al legamento e una successiva lesione meniscale è un campanello d’allarme biomeccanico: l’articolazione può diventare più instabile, e i microtraumi da sovraccarico si moltiplicano.

Dal punto di vista tattico, la sua assenza costringe Igor Tudor a rivedere le gerarchie difensive.

Bremer è l’unico centrale con caratteristiche da vero “marcatore a uomo”, capace di reggere duelli fisici e guidare la linea con aggressività. Senza di lui, la Juventus perde un riferimento sia nel gioco aereo che nell’uscita palla al piede.

L’equilibrio difensivo, costruito anche grazie alla solidità di Bremer, era stato il marchio distintivo della Juventus di inizio stagione. Ora, l’obiettivo sarà ritrovare compattezza e ritmo nonostante l’assenza del brasiliano.

Oltre alla riabilitazione fisica, Bremer dovrà affrontare anche la dimensione psicologica del rientro.

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Dopo l’intervento al crociato, aveva raccontato di aver vissuto “mesi difficili, nei quali non riuscivo nemmeno a camminare senza dolore”. Tornare a fidarsi del proprio corpo è un processo lento e complesso, specie per un difensore che basa il proprio gioco su forza, esplosività e impatto nei contrasti.

La Juventus, consapevole di questo, ha impostato un percorso personalizzato con fisioterapisti e mental coach del club, per evitare che l’ansia di “forzare” il recupero comprometta la guarigione.

Le prossime settimane saranno decisive. L’intervento di Lione mira a stabilizzare la situazione e ridurre i rischi di recidiva, ma sarà la risposta del ginocchio a dettare i tempi reali.

Se il decorso post-operatorio sarà lineare, Bremer potrebbe tornare in gruppo entro fine novembre, in tempo per le ultime partite prima della sosta invernale.

Nel frattempo, la Juventus dovrà fare di necessità virtù: gestire le rotazioni, blindare la retroguardia e magari affidarsi al mercato di gennaio se le condizioni del brasiliano dovessero richiedere prudenza supplementare.

In sintesi: l’infortunio di Bremer non è solo una perdita tecnica, ma un test di maturità per la Juventus. Riuscire a ritrovare equilibrio e solidità senza il proprio leader difensivo dirà molto sulle ambizioni della squadra di Tudor.

Articolo scritto da @tuttojuvelive

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