Ciclismo
Giro d’Italia 2026, Pellizzari non si nasconde: “Tifavo per Nibali. L’anno scorso ero una spalla, oggi…”
Da gregario a capitano: la metamorfosi è compiuta
Bastano due risultati per capire quanto Giulio Pellizzari sia cambiato in dodici mesi: sesto al Giro d’Italia 2025 e alla Vuelta a España 2025 come “spalla” di Roglič prima e Hindley poi, poi vincitore al Tour of the Alps 2026 da uomo di riferimento della Red Bull-Bora-Hansgrohe. Un salto netto, non solo di palmarès ma di mentalità. Il marchigiano classe 2002 si avvicina al via della Corsa Rosa con una consapevolezza nuova — e con la voglia di misurarsi contro il meglio del ciclismo mondiale senza alcun velo.
“Quando sei leader non puoi nasconderti”
Nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Pellizzari ha tracciato il confine netto tra il corridore che era e quello che è adesso: “Voglio capire dove posso arrivare davvero. L’anno scorso ero una spalla, oggi no. Se la squadra lavora per me, io devo rispondere. Quando sei leader non puoi nasconderti.” Parole che sanno di responsabilità accettata, non subita. Al Tour of the Alps ha conquistato la generale anche in una condizione non perfetta, il che rende ancora più interessante immaginare cosa potrebbe fare su tre settimane quando sarà al massimo.
Il confronto con Vingegaard: “Spero di non essere troppo lontano”
Il grande punto interrogativo rimane il gap da Jonas Vingegaard, il favorito assoluto alla maglia rosa e compagno di squadra in squadra avversaria. Pellizzari non si è sottratto alla domanda: “Mi piacerebbe non essere troppo lontano da lui, ma non lo so, è da vedere. Sicuramente ho ancora un po’ di margine per crescere e sarebbe davvero bello dargli del filo da torcere. Credo che la gente speri che il Giro possa restare aperto fino alla fine.” Una risposta che è al tempo stesso realismo e ambizione — il mix giusto per un corridore che si affaccia al Grande Giro da protagonista per la prima volta in carriera.
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Tifava per Nibali, ora ci pensa lui
C’è anche un fil rouge sentimentale che lega Pellizzari al Giro d’Italia. Il Tour of the Alps è stato vinto dal marchigiano da primo italiano dopo Nibali nel 2013, una coincidenza che non gli è sfuggita: da bambino seguiva proprio il messinese sulle strade della Corsa Rosa. Oggi ci sarà lui, con il peso e il privilegio di essere il nome italiano più atteso. Prima dell’otto maggio è in programma un ritiro di sei giorni a Val Senales per l’ultimo richiamo di altura insieme a Gianni Moscon, poi il volo verso la Bulgaria e la partenza da Nessebar.
FAQ
Cosa ha detto Pellizzari sul Giro d’Italia 2026?
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il marchigiano ha dichiarato: “Voglio capire dove posso arrivare davvero. L’anno scorso ero una spalla, oggi no. Se la squadra lavora per me, io devo rispondere. Quando sei leader non puoi nasconderti.”
Pellizzari può battere Vingegaard al Giro d’Italia 2026?
Lo stesso Pellizzari non si sbilancia ma non esclude nulla: “Mi piacerebbe non essere troppo lontano da lui. Sarebbe davvero bello dargli del filo da torcere.” Ha ammesso di avere ancora margini di crescita.
Come si è preparato Pellizzari per il Giro d’Italia 2026?
Dopo la vittoria al Tour of the Alps, ha programmato sei giorni di ritiro in altura a Val Senales insieme a Gianni Moscon prima di volare in Bulgaria per il via della Corsa Rosa.
Quali risultati ha ottenuto Pellizzari nel 2025?
Sesto al Giro d’Italia e alla Vuelta a España nel 2025, entrambe le volte come gregario di Roglic e Hindley. Nel 2026 ha vinto il Tour of the Alps come capitano della Red Bull-Bora-Hansgrohe.
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