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Ma quali saranno le tappe decisive del Giro d’Italia 2026?

Scatta l’edizione numero 109 della corsa rosa, dalla Bulgaria.

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Andiamo a capire meglio nel dettaglio quali potrebbero essere le tappe e le salite che potrebbero decidere la corsa a tappe nazional popolare.

Le prime tappe, ovvero le prime tre in terra balcanica e le prime del rientro in Italia dovrebbero favorire i velocisti o comunque i passisti o le fughe, con alcune asperità non da sottovalutare (come la Montagna Grande di Viggiano) o comunque con alcuni percorsi tortuosi e tecnici.

La prima vera salita però (ed anche il primo arrivo in quota) sarà quella nella settima tappa con arrivo sul Blockhaus; una delle salite più dure di tutta Italia (e non solo), primo vero spartiacque per chi punta alla classifica generale, in una tappa già impegnativa nelle prime fasi e la più lunga di tutta questa prossima edizione.

La tappa successiva sarà quella dei muri marchigiani, tappa non da sottovalutare e che potrebbe “coinvolgere” nella bagarre anche gli scalatori.

1471 metri di altitudine per la nona tappa, con arrivo al Corno alle Scale, mentre la successiva cronometro “versiliese”  potrebbe dirci qualcosa dato che Vingegaard e company sono esperti anche di questa “specialità”.

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Tappone valdostano, dopo alcune tappe più adatte a sprinter e attaccanti, quello della 14esima frazione; circa 4.400 metri di dislivello, cinque GPM, e l’arrivo ai 1794 metri di Pila. Primo vero “scossone” tra i big?

Dopo l’arrivo all’ombra della “Madunina”, tappa interamente svizzera la Bellinzona-Carì, con un doppio circuito con la doppia salita a Torre e Leontica, prima della salita finale, durissima, di circa 12km.

Quella con arrivo ad Andalo, per quanto anch’essa di salita, potrebbe però esser più “benevola” per i fuggitivi ad esempio, a differenza della diciannovesima, la più dura con quella valdostana. Cima Coppi posta sul Passo Giau con i suoi 2334 metri di altitudine, tante altre salite dure, compresa quella finale sui “Piani di Pezzè”.

Tappa del ricordo, sia umano che sportivo la penultima, che oltre ad esser decisiva molto probabilmente per la classifica generale, sarà l’occasione per ricordare la tragedia del 1976 del terremoto in Friuli (tappa che partirà da Gemona del Friuli), e per ricordare l’immenso Marco Pantani, dato che l’arrivo sarà sulla mitica salita di Piancavallo (doppia scalata), dove nel 1998 “il Pirata” compì una delle sue più belle imprese.

L’ultima tappa sarà la passerella finale a Roma, dove si celebreranno i vincitori dell’edizione del Giro d’Italia 2026.

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