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Intervista a Daniele Bennati: Bugno, Jovanotti, quella vittoria a Parigi, i Mondiali e le Olimpiadi da CT
Daniele Bennati, classe 1980, toscano, aretino; uno dei velocisti italiani più forti di sempre, soprannominato “Pantera”, conta tantissime vittorie nel proprio palmares, alcune di importanza straordinaria come quella sugli Champs-Élysées nel Tour de France 2007. Ha vinto tappe in tutti e tre i Grandi Giri, e la maglia della classifica a punti della Vuelta a España sempre nel 2007 e al Giro d’Italia nel 2008.
Bennati ha risposto, nel nostro “PressTalk” ad alcune domande sui suoi idoli, sulla sua carriera, e sulle sue “amicizie musicali”.
Daniele, qual è stata la tua più grande ispirazione ciclistica? Quali sono stati e sono i tuoi idoli?
“Da piccolo ho avuto tanti riferimenti, ma Gianni Bugno era il mio vero idolo. Poi Mario Cipollini per le volate, per quel modo unico di interpretarle, e perché Mario ha portato stile ed innovazioni. E ovviamente Marco Pantani; lui è stato quello che ha fatto emozionare tutta l’Italia, per come viveva e attaccava le salite.”
Hai vinto una tappa storica nel Tour de France del 2007, quella conclusiva a Parigi. Ci racconti un po’ quella vittoria e le sensazioni successive?
“Vincere a Parigi è qualcosa che non si può spiegare fino in fondo. È il sogno che hai da bambino che diventa realtà, proprio lì, sugli Champs-Élysées. È stato tutto perfetto: la squadra, il timing, le sensazioni. Dopo il traguardo realizzi piano piano, e capisci che quella è una di quelle vittorie che ti restano addosso per sempre…”
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Dopo aver “appeso la bicicletta al chiodo”, sei diventato anche CT della Nazionale Italiana (dal 2021 al 2024 guidando la squadra durante Mondiali e i Giochi Olimpici di Parigi 2024). Ci dici il ricordo più bello di quell’esperienza?
“Il ricordo più bello da CT è il mio primo Mondiale in Australia. Ricordo il nostro gruppo, atleti e staff, eravamo davvero una bella squadra, una squadra fatta di persone vere. Era tutto come l’avevo immaginato, come l’avevo sognato. Poi c’è stato quel momento in ammiraglia, alla partenza. Quando il Mondiale è iniziato ho pensato: “caspita, sono alla guida dell’Italia…” È una sensazione che non ti dimentichi più…”
Sei, tra i tanti, anche un grande amico di Lorenzo Cherubini, di Jovanotti, quale sua canzone, tra le tante bellissime, credi ti si “attagli” di più per la tua carriera?
“Direi “Penso Positivo”, perché alla fine la mia carriera è stata proprio così; anche nei momenti difficili ho sempre guardato avanti, cercando una strada. E quello, nello sport come nella vita, fa la differenza. Però mi fa impazzire anche “Terra degli uomini”.”
Ringraziamo affettuosamente Daniele Bennati per la disponibilità e la gentilezza.
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