Seguici su

Ciclismo

Il team manager di Van Schip attacca organizzazione e polizia: “Era a bordo strada che piangeva. Disumano che si…”

Pubblicato

il

Van Schip Polizia

L’ennesima squalifica e l’intervento della gendarmerie

Jan-Willem van Schip è stato escluso dall’ultima tappa della Ronde de l’Oise dopo che i commissari di gara gli hanno contestato l’utilizzo di abbigliamento non conforme: il corridore olandese aveva nascosto un bidon sotto la maglia, pratica che i giudici di gara hanno ritenuto irregolare. Quando van Schip si è rifiutato di fermarsi, la situazione è degenerata: la giuria di corsa ha chiamato la gendarmerie francese, che ha costretto fisicamente il corridore a uscire dalla gara.

Si tratta della terza squalifica per il trentunenne dell’Azerion/Villa Valkenburg nell’arco di meno di un anno, dopo quelle al Tour of Holland e al Tour of Hellas 2026.

Il team contesta la regola: “Non è ancora in vigore”

Il team manager Paul Tabak ha preso posizione con forza, contestando innanzitutto il fondamento tecnico della decisione. Secondo la sua ricostruzione, la norma che limita ciò che i corridori possono trasportare all’interno o sotto la parte anteriore della maglia entrerebbe in vigore soltanto il 1° luglio. «Per quanto ci riguarda, quella regola non si applica ancora», ha dichiarato Tabak a Wielerflits«E nel regolamento attuale non troviamo una norma che vieti esplicitamente di portare due borracce o gel sotto la maglia. Jan-Willem conosce bene le regole. Per questo non voleva fermarsi.»

Il team aveva già contattato l’UCI per ottenere chiarimenti normativi, senza ricevere risposta. «Ho scritto all’UCI segnalando che i regolamenti non sono in ordine, ma non ricevo semplicemente risposta», ha aggiunto Tabak.

Non perderti: Classifica stipendi ciclismo 2026: chi guadagna di più nel WorldTour

“Lo controllano ogni giorno, cercano qualcosa”

Tabak ha descritto un clima di sorveglianza sistematica nei confronti del suo corridore, che a suo dire va ben oltre la normale attività di controllo dei commissari. «Venivano a controllare la bici di Jan-Willem ogni giorno alla Ronde de l’Oise. Ogni singolo giorno», ha spiegato il manager. «Lo misurano. Se trovano qualcosa, lo prendono.»

Una situazione simile, secondo Tabak, si era verificata anche alla Flèche du Sud, dove i commissari avrebbero messo in discussione la regolarità delle ruote del team poco prima del via di una tappa importante. L’equipaggiamento fu poi giudicato conforme.

Il team ha tentato di prevenire i conflitti chiedendo ai commissari, prima delle gare, cosa fosse consentito a van Schip. Ma queste conversazioni, stando a Tabak, raramente producono risposte chiare, e le richieste di registrarle vengono sistematicamente rifiutate.

Un corridore “agli estremi”: aereodinamica come filosofia

Tabak non nega che van Schip spinga costantemente i limiti del regolamento nella ricerca della posizione più aerodinamica possibile. «È un corridore di estremi. Cerca lo spazio all’interno delle regole. Vuole essere il più aerodinamico possibile, e questo per me va bene, purché sia nei limiti UCI», ha detto. «Ma credo che ora abbiamo superato quel punto.»

La conseguenza pratica è pesante: «Con la sua bici attuale, la sua posizione e le cose che fa, non puoi portarlo a nessuna gara UCI», ha ammesso il manager. «Se c’è una telecamera puntata su di lui, lo squalificano. Questo può significare solo una cosa: guidare una bici normale.»

“Era lì che piangeva come un bambino”

Al di là delle polemiche tecniche, Tabak ha voluto mettere in luce la dimensione umana di quanto accaduto. Le immagini di van Schip a bordo strada, costretto a fermarsi dalla polizia, hanno fatto il giro del ciclismo europeo. «Era lì a bordo strada, che piangeva come un bambino», ha detto il manager. «È disumano che si debba arrivare a questo. Jan-Willem non merita questo, non dopo quello che ha fatto per questo sport.»

Van Schip sta inoltre collaborando con l’associazione dei corridori per ottenere maggiore chiarezza normativa. Nel frattempo, il team deve fare i conti anche con una vittoria passata in secondo piano: Mathis Avondts aveva vinto la prima tappa della Ronde de l’Oise, ma la notizia è stata oscurata dalle polemiche. «È un peccato», ha concluso Tabak, «perché è di questo che vorremmo parlare. Mi fa piangere il cuore ciclistico vedere come l’UCI stia trattando un corridore come lui.»

FAQ

Van Schip perché è stato squalificato alla Ronde de l’Oise?I commissari di gara hanno ritenuto che il corridore olandese portasse un bidon sotto la maglia in violazione delle norme sull’abbigliamento. Van Schip e il suo team contestano la decisione, sostenendo che la regola invocata entri in vigore solo il 1° luglio 2026.

Perché è intervenuta la polizia?Quando van Schip si è rifiutato di fermarsi dopo la comunicazione della squalifica, la giuria di corsa ha allertato la gendarmerie francese, che ha fisicamente costretto il corridore a uscire dalla gara per evitare che la corsa venisse interrotta.

Quante squalifiche ha accumulato van Schip nell’ultimo anno?Con quella alla Ronde de l’Oise, van Schip ha totalizzato tre squalifiche da ottobre in poi: al Tour of Holland, al Tour of Hellas 2026 e ora alla corsa francese.

Il team potrà continuare a portare van Schip nelle gare UCI?Secondo il manager Paul Tabak, nella situazione attuale è praticamente impossibile schierare il corridore in gare UCI senza rischiare una nuova squalifica. Il team dovrà valutare se e come modificare la posizione in bici e le scelte di equipaggiamento del corridore.

 

Dai un’occhiata alle altre notizie uscite qui su Universo Sportivo e rimanete aggiornati sui social con Universo Calcistico.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *