Ciclismo
Pogacar domina al Giro di Svizzera: “Non avevo la radio in quel momento, quindi non…”
Un debutto spettacolare
Tadej Pogačar non delude le attese nemmeno alla sua prima partecipazione al Giro di Svizzera. Il leader della UAE Team Emirates-XRG ha dominato la prima tappa, da Sondrio a Sondrio, con un’azione in solitaria di 69 chilometri. Il campione del mondo ha attaccato dopo lo sprint intermedio di Pedemonte — dove aveva incassato l’abbuono — e da lì non si è più voltato, costruendo un vantaggio crescente fino al traguardo.
Lo sloveno ha chiuso con 2’14” su Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), unico a tentare l’inseguimento, e 2’29” su Andrea Bagioli (Lidl-Trek), terzo. Solo tre corridori sono rimasti entro i quattro minuti dal vincitore.
Le parole di Pogacar: “Non era il piano”
«È stata una giornata dura, davvero dura», ha raccontato Pogačar al traguardo, parole riportate da Domestique. «L’inizio è stato facile, ma sulla prima salita di giornata è stata già durissima. Nils Politt e Tim Wellens hanno fatto un ritmo incredibile lì».
Sull’attacco, lo sloveno è stato chiaro: «Questo non era assolutamente il piano, ma in qualche modo ha funzionato. Grazie ai compagni, perché senza il loro lavoro dietro questo non sarebbe stato possibile. Siamo andati a prendere l’abbuono, poi io e Brandon ci siamo guardati e abbiamo detto: andiamo. Abbiamo provato qualcosa e da lì abbiamo continuato. Non avevo la radio in quel momento, quindi non sapevo cosa succedesse dietro: ho continuato a spingere forte, e quando ho saputo che il vantaggio era ampio mi sono potuto sistemare nel ritmo. Era lunghissima e davvero dura, ma anche tecnica, ed è stato bello essere da solo».
Pogačar ha aggiunto che il rischio era reale: «Sarebbe potuta andare anche male. Se fosse successo, non ne avrei fatto un problema: fa parte del processo di crescita. Anche quando sbagli, impari qualcosa. Fortunatamente oggi ha funzionato».
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Un ritorno a un luogo speciale
Il punto dell’attacco era lo stesso dove al mattino si era decisa la corsa femminile, seguita da Pogačar: «L’abbiamo seguita ed è stata impressionante. Ma quando guardo una corsa mi agito così tanto che poi, una volta in bici, mi dimentico metà di quello che ho visto». Lo sloveno ha invece ricordato bene la penultima discesa, teatro nel 2019 di una cronometro del Giro d’Italia Femminile che aveva seguito di persona in auto: «Sono ricordi molto belli. Per questo è stato speciale tornare a correre oggi in questa zona».
Lo sguardo al Tour de France
Per Pogačar è la prima gara dopo la vittoria al Giro di Romandia di maggio, e la prestazione confema che il lavoro fatto in altura ha dato i suoi frutti in vista del Tour de France. Sulla strategia per la tappa 2: «Stare al sicuro e mantenere la maglia. Abbiamo una squadra forte, possiamo provare ad andare per la tappa con Johnny, Brandon o Felix — o chiunque altro nella squadra. Vedremo come si sentono i ragazzi».
Risultati tappa 1
| Pos | Corridore | Squadra | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | Tadej Pogačar | UAE Team Emirates-XRG | 3:28:51 |
| 2 | Richard Carapaz | EF Education-EasyPost | +2’14” |
| 3 | Andrea Bagioli | Lidl-Trek | +2’29” |
| 4 | Ilan Van Wilder | Soudal Quick-Step | +4’02” |
| 5 | Mathias Vacek | Lidl-Trek | +4’02” |
FAQ
Quanto ha vinto Pogacar la tappa 1 del Giro di Svizzera 2026?
Con 2’14” di vantaggio su Richard Carapaz, dopo un’azione in solitaria di circa 70 km.
Pogacar aveva pianificato l’attacco?
No, lo ha dichiarato lui stesso: l’azione non era programmata, ma è nata dal momento e dalla collaborazione con Brandon McNulty.
Chi è terzo nella classifica della tappa 1 al Giro di Svizzera 2026?
Andrea Bagioli, a 2’29” da Pogacar.
Qual era l’ultima gara di Pogacar prima del Giro di Svizzera 2026?
Il Tour de Romandia, vinto a maggio.
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