Ciclismo
Tour de France 2026, Vingegaard ci crede: “Ho avuto molti ostacoli, ma sento che…”. E Reef ci dice dove si deciderà il Tour
“Andiamo a Barcellona per vincere”
Nessuna ambiguità nella presentazione della Visma | Lease a Bike al suo High Performance Center di Den Bosch. «Vogliamo vincere il Tour de France», ha detto il race coach Marc Reef davanti a giornalisti e tifosi. Con Jonas Vingegaard come leader, qualsiasi obiettivo diverso sarebbe suonato disonesto.
Il buco lasciato da Van Aert
Il punto di partenza inevitabile è l’assenza di Wout van Aert, fermato dall’infezione al gomito. Reef non ha cercato di minimizzare la perdita: «È un grande colpo che Wout non possa esserci. È difficile sostituire un corridore come lui. Negli ultimi anni ha fatto la differenza in molte occasioni durante i Grand Tour. È anche la personificazione della cultura del team. E un leader nel gruppo, sempre in prima linea nella battaglia», parole riportate da Domestique.
Van Aert ha ripreso ad allenarsi, ma i tempi di recupero non erano compatibili con la partenza del 4 luglio. La Visma ha scelto di rimodellarsi attorno ai corridori già pronti, rafforzando ulteriormente il reparto montagna.
Piganzoli: dalla chiamata inaspettata al debutto
Davide Piganzoli non era nei piani originali per il Tour. La convocazione è arrivata come una telefonata a sorpresa da Reef, pochi giorni prima dell’annuncio: «Marc mi ha chiamato e devo dire che la mia risposta è stata tipo: “Cosa? Vado al Tour?”. È incredibile».
La scelta non è stata casuale: al Giro d’Italia ha concluso ottavo lavorando per Vingegaard, rimanendo spesso tra gli ultimi a fianco del capitano nelle frazioni più dure. Poi ha dimostrato di essere ancora in forma vincendo tappa e classifica generale alla Route d’Occitanie. Reef lo considera pronto alla doppietta Giro-Tour. «In Occitania ho avuto dei giorni molto belli, soprattutto dopo la chiamata di Marc. Ho dato tutto ed è stata una motivazione in più per il Tour», ha aggiunto l’italiano.
Vingegaard: “Mi sento di nuovo me stesso”
Il grande protagonista della presentazione è però il danese. Collegato in video dall’altitudine di Tignes, Vingegaard ha mostrato una serenità e una fiducia che era mancate nelle ultime stagioni, segnate da cadute e preparazioni interrotte.
«È stata sicuramente una bella gara per noi e ci ha dato fiducia. Ma anche la convinzione che possiamo, che possiamo anche vincere il Tour», ha dichiarato. «Ho molta fiducia in me stesso, e questo dà fiducia anche agli altri ragazzi. Credono davvero nel piano che abbiamo e credono che sia possibile vincere di nuovo il Tour de France».
Poi la confessione più personale: «Ho avuto molti ostacoli, ma sento che sono alle mie spalle. Sono tornato ad essere più me stesso. Ci ho messo un po’, ma ora mi sento finalmente la stessa persona di prima di tutti questi intoppi. E sento di essere ancora più forte».
Reef ha sottolineato che la svolta è arrivata quando Vingegaard ha ripreso in mano il timone della propria carriera: «Ha il controllo del suo programma, e questo gli ha dato nuova motivazione e nuova ambizione».
Dove si deciderà il Tour
Reef ha delineato anche la lettura tattica della corsa: i distacchi più importanti arriveranno nelle fasi finali, in particolare sulle due tappe con l’Alpe d’Huez. La terza tappa presenta già un arrivo in montagna, il Tourmalet arriva alla sesta — unica grande tappa pirenaica — ma le differenze decisive si costruiranno sulle Alpi.
Ed è proprio lì che la presenza di Piganzoli — invece di Van Aert — avrà più senso: Visma ha rinunciato alla versatilità dell’uomo tuttofare per guadagnare ancora più profondità nelle salite più dure.
FAQ
Vingegaard parteciperà al Tour de France 2026?
Sì, è il capitano della Visma | Lease a Bike. Viene dalla vittoria al Giro d’Italia 2026 e punta al terzo titolo al Tour.
Cosa ha detto Vingegaard sulla sua condizione?
Ha dichiarato di sentirsi di nuovo se stesso dopo anni di ostacoli, e di sentirsi persino più forte rispetto al periodo pre-infortuni.
Perché Piganzoli è stato convocato al Tour?
Per sostituire Van Aert, fermato dall’infezione al gomito. Piganzoli era pronto grazie al Giro e alla vittoria alla Route d’Occitanie.
Dove si deciderà il Tour de France 2026?
Secondo Reef, i distacchi più importanti arriveranno nelle Alpi, specialmente sulle tappe con l’Alpe d’Huez.
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