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Ciclismo

Davide Piganzoli verso il Tour de France: “La squadra mi chiederà…”

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Davide Piganzoli

La telefonata del 17 giugno

Davide Piganzoli non si aspettava di correre il Tour de France 2026. La chiamata è arrivata il 17 giugno, il giorno prima dell’inizio del Giro dell’Occitania, da Marc Reef, uno dei riferimenti tecnici della Visma. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il lombardo ha raccontato la sua reazione con trasparenza: «Ammetto: ci sono rimasto, diciamo così… Non per lo stato di forma, perché credo di aver recuperato veramente bene dopo il Giro. Più per il fatto proprio di andare al Tour con la Visma, al primo anno con questi colori. Non è la stessa cosa di debuttare al Giro con la Polti, senza nulla togliere al team con cui ho iniziato tra i professionisti. Da qui la sensazione iniziale di incredulità».

Il ruolo al Tour: spingere in salita e fare esperienza

Piganzoli sa già cosa gli verrà chiesto sulle strade francesi: supportare Jonas Vingegaard nelle frazioni di montagna e al tempo stesso fare esperienza in una corsa che, gli hanno detto, è un mondo a parte. «Io sono pronto a mettermi in gioco. Al Giro ho sempre tenuto duro, al Tour la squadra mi chiederà di spingere al massimo in determinate tappe e, per il resto, di fare esperienza. Di capire come funziona il Tour, perché mi hanno detto che è un mondo a parte. E poi di divertirmi, di prendere ciò che viene di bello».

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Il rapporto con Vingegaard e l’ultimo messaggio ricevuto

Il legame con il capitano danese va oltre il semplice rapporto professionale. «Con Jonas c’è un bellissimo rapporto. Abbiamo passato tanto tempo insieme, in ritiro o in gara. Al Giro non mi sono risparmiato per lui. Da fuori sembra parecchio riservato, un’altra persona rispetto a quando è con i compagni e si apre». L’ultimo contatto prima della partenza per Barcellona ha caricato ulteriormente Piganzoli: «Mi ha detto che sta molto bene, che ha fatto un ulteriore salto di qualità rispetto al Giro. Siamo pronti». Parole che spingono il gregario a credere nella possibilità di battere Pogačar, nonostante le assenze di Van Aert e Laporte: «Non partiamo battuti in partenza».

La nuova consapevolezza e il primo ruolo da capitano

Il Giro d’Italia ha lasciato un segno profondo nella crescita di Piganzoli, che subito dopo ha vinto in Occitania vestendo per la prima volta i panni di capitano nella Visma. «Ho una nuova consapevolezza. Ho visto che quando faccio il ritmo in salita rimangono veramente in pochi. Questo mi ha reso felice e i successi in Occitania sono stati un passo ulteriore, perché è stata la prima volta che nella Visma sono partito da capitano». Una riflessione che dice molto anche sulla difficoltà di certi ruoli: «Può essere più facile fare la top ten in una corsa di alto livello che non vincere una gara piccola».

FAQ

Come è arrivata la convocazione di Piganzoli al Tour de France 2026?
Tramite una telefonata del 17 giugno da parte di Marc Reef, tecnico della Visma, il giorno prima dell’inizio del Giro dell’Occitania.

Qual è il ruolo di Piganzoli al Tour de France 2026?
Gregario di lusso di Vingegaard in montagna, con l’obiettivo di fare esperienza nella Grande Boucle.

Cosa ha detto Vingegaard a Piganzoli prima del Tour?
Che sta molto bene e che ha fatto un ulteriore salto di qualità rispetto al Giro d’Italia, dove aveva già dominato.

Piganzoli crede che la Visma possa battere Pogačar al Tour?
Sì, nonostante le assenze di Van Aert e Laporte: «Non partiamo battuti in partenza», ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport.

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