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Jegat verso il Tour de France con grandi obiettivi ma: “Quasi sento l’attacco di Pogacar come un…”

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Tadej Pogacar

Obiettivi chiari per il leader della TotalEnergies

Jordan Jegat si presenta al Tour de France 2026 con una gerarchia di obiettivi ben definita. Il 27enne francese, che l’anno scorso aveva chiuso decimo in classifica generale, cambia strategia e punta prima di tutto a un successo di tappa. Arriva all’appuntamento dopo aver saltato la prima parte di stagione per infortunio, ma con buoni segnali nelle corse più recenti.

In un’intervista a L’Équipe, Jegat ha chiarito le proprie intenzioni senza lasciare margini di interpretazione: «La mia priorità assoluta è vincere una tappa. Poi viene la maglia a pois. Solo al terzo posto penso alla classifica generale. Mi adatterò a questa nuova strategia, ma potete aspettarvi che cercherò comunque di resistere il più a lungo possibile. Non è nella mia natura arrendermi».

“Aspetto che Pogačar attacchi: è quasi un sollievo”

Il francese ha poi spiegato con lucidità il meccanismo con cui affronta le grandi salite del Tour, a partire dal momento in cui Tadej Pogačar entra in azione. «Aspetterò che Pogačar attacchi così potrò finalmente correre al mio ritmo. Quasi sento il suo attacco come un sollievo. Posso mantenere un ritmo sostenuto, ma seguirlo è assolutamente fuori discussione».

La parte più dura, ha spiegato Jegat, non è tanto il momento dell’accelerazione dello sloveno, quanto il lavoro preparatorio della UAE Team Emirates-XRG: «In realtà, la parte più difficile è tenere il passo quando i suoi compagni di squadra danno il massimo in salita. Quando sono davvero al limite, in scia, conto quanti corridori della UAE sono ancora in testa al gruppo. Non vedo l’ora che l’ultimo si stacchi e lasci andare Pogačar. Appena lui parte, da solo o con Vingegaard, per me e per pochi altri inizia una seconda gara».

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La gara degli altri: niente attacchi, solo tattica individuale

Jegat ha descritto con precisione le dinamiche del gruppo che si gioca le posizioni dal quinto posto in giù, un universo parallelo rispetto alla battaglia per la Maglia Gialla. «Non ci parliamo, ognuno pedala al 100% delle proprie capacità, non ci attacchiamo quasi mai e ognuno corre per la propria posizione. Il corridore meglio piazzato fa la maggior parte del lavoro». A titolo di esempio ha citato il Mont Ventoux dell’anno scorso, quando si trovò in scia a Felix Gall, allora settimo: «Io ero undicesimo e lui non mi ha chiesto di prendere il comando».

Quest’anno, con la priorità spostata sulle tappe e sulla maglia a pois, Jegat punta a sottrarsi a queste dinamiche e a giocare la propria corsa in modo più offensivo.

FAQ

Qual è l’obiettivo principale di Jegat al Tour de France 2026?
Vincere una tappa. Al secondo posto nella sua gerarchia c’è la maglia a pois, al terzo la classifica generale.

Come si è piazzato Jegat al Tour de France 2025?
Decimo nella classifica generale finale.

Perché Jegat considera l’attacco di Pogačar quasi un sollievo?
Perché nel momento in cui Pogačar va in solitaria, Jegat può correre al proprio ritmo senza dover sostenere il passo dei gregari della UAE, che considera la fase più dura della salita.

Per quale squadra corre Jordan Jegat?
Per la TotalEnergies, formazione francese invitata al Tour de France 2026.

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