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Ciclismo

“Si può morire di colpo di calore”: l’allarme del medico dell’XDS Astana prima del Tour de France

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Tour de France

Dieci minuti persi, un ricordo quasi azzerato

Elisa Longo Borghini aveva iniziato l’ultima tappa del Giro di Svizzera Women a soli 10 secondi dalla maglia gialla Marlen Reusser: la vittoria finale era ancora possibile. Al traguardo aveva perso 9 minuti e 56 secondi. L’italiana ricordava a malapena l’ultima salita — era riuscita a prendere le borracce dal proprio coach, poco altro. In seguito ha confermato sui social di aver sofferto di colpo di calore durante la tappa finale.

L’allarme del medico: “Si può anche morire”

L’episodio ha spinto il dott. Emilio Magni, direttore medico della XDS Astana, a intervenire su bici.pro con parole nette:

«Il colpo di calore è un’emergenza medica estremamente seria. Si verifica dopo una prolungata esposizione ad alte temperature e umidità. Il corpo raggiunge un punto in cui non riesce più a dissipare il calore che sta assorbendo».

Le conseguenze fisiologiche sono una cascata: i sistemi di termoregolazione nel cervello iniziano a cedere, poi vengono colpiti l’attività cardiaca, la circolazione e la dilatazione dei vasi sanguigni. «È come un cortocircuito», spiega Magni. Sul piano muscolare, gli enzimi che regolano la contrazione lavorano al meglio intorno ai 37 gradi: quando il corpo arriva a 40, il corridore può non essere più in grado di pedalare correttamente.

Il messaggio finale è lapidario: «Si può perdere una gara a causa del caldo. Ma si può anche morire di colpo di calore».

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Il problema della mentalità dei ciclisti

Uno dei fattori di rischio più sottovalutati è proprio la resilienza dei corridori. «I ciclisti sono una categoria particolare. Durante una gara pensano solo ad andare veloci. Quando cadono, il primo istinto è risalire in bici».

Questa mentalità può diventare pericolosa quando il caldo inizia a compromettere il giudizio: quando il corridore si rende conto che qualcosa non va, potrebbe non essere più in grado di prendere una decisione razionale.

Misure preventive e limiti

Ghiaccio, borracce fredde e vest refrigeranti sono ormai standard nelle corse calde. Ma Magni è chiaro: «Sono soluzioni temporanee. Quando si sospetta un colpo di calore, la persona deve essere spostata in un ambiente fresco e la temperatura corporea abbassata il più rapidamente possibile».

Il problema si pone in modo sempre più urgente. Al Campionato Italiano Donne di Pordenone, la gara era programmata per partire alle 13:00 — la stessa ora in cui il giorno precedente si erano registrati 37 gradi. «Dobbiamo accettare che il cambiamento climatico non è più qualcosa di cui si parla. È una realtà, e gli eventi sportivi devono rispondere».

Il Protocollo UCI per le alte temperature prevede la possibilità di modificare orari di partenza, accorciare o neutralizzare tappe e — nei casi estremi — cancellarle, usando l’indice WBGT che considera temperatura, umidità, irraggiamento solare e vento.

FAQ

Cosa è successo a Longo Borghini al Giro di Svizzera?
Ha sofferto di un colpo di calore nell’ultima tappa, perdendo quasi 10 minuti dalla leader e ricordando a malapena la salita finale.

Cos’è il colpo di calore nel ciclismo?
Un’emergenza medica che si verifica quando il corpo non riesce più a dissipare il calore accumulato. Può portare a perdita di coscienza e, nei casi più gravi, alla morte.

Come si può prevenire il colpo di calore in bici?
Con idratazione intensiva, pasti leggeri prima della gara, ghiaccio e borracce fredde durante la corsa. Sono però misure temporanee.

L’UCI ha protocolli per il caldo estremo?
Sì, il Protocollo per le alte temperature prevede misure progressive fino alla possibile cancellazione della tappa nelle condizioni più pericolose.

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