Ciclismo
Cosa è cambiato dal 2023 ad oggi per Pogacar? Lo ha spiegato lui: “Il cambiamento più grande è stato…”
ogačar e le sconfitte che hanno cambiato tutto
Tadej Pogačar non si è sottratto alle domande sul proprio dominio al Tour de France 2026. In conferenza stampa, indossando la maglia gialla dopo la tappa del Tourmalet, il campione del mondo sloveno ha ripercorso la propria evoluzione con una precisione insolita, partendo da un punto fermo: le sconfitte del 2022 e del 2023 sono state il vero punto di svolta della sua carriera.
Nel 2022 la tattica collettiva di Visma lo aveva esposto sul Col du Granon, mettendo a nudo le vulnerabilità di UAE Emirates. L’anno successivo, sulla Col de la Loze, il crollo era stato ancora più visibile e doloroso. Da quei momenti, la squadra ha rimesso mano a ogni dettaglio della preparazione.
«La nutrizione è uno dei cambiamenti più grandi»
«Il cambiamento più grande dal crollo del 2023 riguarda principalmente la mia capacità fisica — ha spiegato Pogačar, parole riportate da Domestique — Sono migliore di allora, e mentalmente sono cresciuto. Ho acquisito esperienza». Ma è sull’alimentazione che il campione si è soffermato con maggiore enfasi. «Uno dei cambiamenti più significativi all’interno del team è stato nella nutrizione — ha detto — Durante questo Tour de France la mia temperatura corporea è semplicemente più bassa rispetto al 2022 o ai Tour precedenti. C’è più attenzione adesso».
Un aspetto non secondario in un’edizione che lo stesso Pogačar ha definito «infernalmente calda». L’approccio alla gestione di idratazione e alimentazione, ora strutturato e adattato gara per gara, rappresenta secondo lui una delle aree in cui UAE Emirates ha compiuto i progressi più concreti.
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«Il Granon ha svegliato la bestia»
A raccontare la trasformazione da una prospettiva privilegiata è George Bennett, che ha condiviso il gruppo UAE con Pogačar nel 2022 e nel 2023. In marzo, in Catalogna, l’australiano aveva sintetizzato il prima e il dopo con una frase destinata a restare: «Il Granon ha svegliato la bestia». Bennett aveva aggiunto che, prima di quella sconfitta, Pogačar possedeva già un talento enorme ma non lavorava quanto gli altri. Da quel momento, ha cambiato dieta, ha intensificato la preparazione e ha sviluppato una concentrazione totale che, combinata con le doti naturali, lo rende oggi «imbattibile».
Pogačar stesso ha ricordato le radici di questa mentalità, citando la famiglia e il club ciclistico della giovinezza. «Quando ero giovane facevo già parte di un buon club — ha detto — Ho stretto amicizie in bici e abbiamo sognato in grande insieme. Crescendo in quell’ambiente si sviluppa naturalmente questa mentalità. Ma in parte è anche genetica, ed è difficile da spiegare».
Il problema è Pogačar, non il percorso
Le conseguenze di questa evoluzione sono sotto gli occhi di tutti. Nel 2026 Pogačar ha già ottenuto 15 vittorie in 23 giorni di gara. Thierry Gouvenou, il progettista del percorso del Tour, ha ammesso candidamente che la sesta tappa non ha prodotto la suspense attesa. «Per quanto riguarda il suspense, si potrebbe dire che è stato un fallimento — ha detto a TV 2 Sport — Il problema non è il percorso. Il problema è la differenza tra Pogačar e gli altri». Una resa dei conti pubblica che certifica come, in questo momento, nessun tracciato sembri in grado di contenere lo sloveno.
FAQ:
Cosa ha cambiato Pogačar dopo le sconfitte del 2022 e del 2023?
Pogačar e UAE Emirates hanno lavorato soprattutto sulla nutrizione, sull’idratazione e sulla preparazione fisica generale. Il campione ha anche maturato esperienza mentale che lo rende più solido nei momenti decisivi.
Perché la nutrizione è così importante per Pogačar al Tour de France 2026?
Secondo lo stesso corridore, una gestione più precisa dell’alimentazione gli permette di mantenere una temperatura corporea più bassa nelle tappe più calde, migliorando le prestazioni nei momenti critici.
Cosa ha detto George Bennett su Pogačar?
L’ex compagno di squadra ha descritto la sconfitta al Col du Granon del 2022 come il momento che ha trasformato Pogačar: «Il Granon ha svegliato la bestia», sintetizzando il passaggio da un talento istintivo a un atleta completamente professionalizzato.
Cosa ha detto il progettista del Tour de France sulla dominanza di Pogačar?
Thierry Gouvenou ha ammesso che la tappa del Tourmalet non ha generato la suspense attesa, precisando che il problema non è il percorso ma il divario tra Pogačar e il resto del gruppo.
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