Ciclismo
Le parole di Pogacar, Vingegaard, Evenepoel e Seixas dopo oggi: “I fischi mi danno più forza” e “Penso che le mie gambe…”
Pogačar domina ancora: fuga solitaria a Le Lioran
Tadej Pogačar ha vinto la decima tappa del Tour de France 2026, da Aurillac a Le Lioran, scattando a circa quindici chilometri dall’arrivo e facendo il vuoto sugli altri big della classifica generale. Lo sloveno ha chiuso con oltre trenta secondi di vantaggio sugli inseguitori, conquistando la sua terza vittoria in questa edizione e la ventiquattresima in carriera al Tour. Un déjà-vu quasi perfetto rispetto a due anni fa, quando su questo stesso arrivo era stato invece rimontato e battuto allo sprint da Jonas Vingegaard.
«Oggi è stata una giornata incredibile. La squadra ha fatto un ottimo lavoro. Avevamo puntato su questa tappa già da molto tempo. È anche vero che Jonas mi aveva battuto allo sprint proprio qui», ha detto Pogačar dopo l’arrivo, parole riportate da SpazioCiclismo. Lo sloveno ha ammesso di aver avuto problemi con la radio nel finale — la squadra stava testando nuovi dispositivi — e di non aver saputo nulla dei distacchi negli ultimi dieci chilometri: «L’unica cosa che avevo in mente era continuare a spingere fino in cima. Non sapevo che avrei vinto fino all’ultimo chilometro. Poi mi sono ricordato che era il giorno della presa della Bastiglia e ho cercato di onorare la Maglia Gialla». Una dedica al pubblico francese, compresi coloro che lo fischiano: «Ci danno ancora più forza».
La classifica si ridisegna: Evenepoel scavalca Del Toro
In classifica generale Pogačar allunga ulteriormente: il vantaggio su Vingegaard sale a 3’36”, mentre Remco Evenepoel, autore di un secondo posto di grande carattere, sale in terza posizione a 4’06”. Il belga della Red Bull-BORA-hansgrohe ha vissuto un momento di crisi nella vallata tra il Col du Pertus e il Col de Font de Cère, ma ha sfruttato le sue doti in discesa per rientrare sul gruppo degli inseguitori e poi ha vinto la volata per la seconda piazza. «Ho avuto un momento di difficoltà nell’ultimo chilometro della vallata. Avevo fiducia nelle mie capacità in discesa, quindi sono andato a tutta senza prendermi troppi rischi. Sapevo di dover rientrare in discesa per avere una chance di fare secondo oggi», ha spiegato. Evenepoel ha anche recuperato 18 secondi a Vingegaard, sul quale ora ha appena 30” di ritardo: «È buono aver recuperato su Vingegaard, specialmente con quello che arriverà questo weekend».
Isaac Del Toro, compagno di Pogačar in UAE, ha invece perso terreno dagli altri big. Lo sloveno lo ha difeso con stima: «Isaac ha fatto molto bene cercando di stare al passo con gli altri. È un combattente».
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Vingegaard settimo: «Quando è scattato ho capito che dovevo fare il mio ritmo»
Jonas Vingegaard sperava di ripetere l’impresa del 2024, quando su questo stesso arrivo aveva rimontato e battuto Pogačar allo sprint. Non è andata così: il danese ha perso ulteriore terreno in classifica, cedendo 54 secondi allo sloveno e chiudendo settimo, a 44” dal vincitore e a 12” da Evenepoel. Sul Puy Mary la Visma si era ritrovata con il solo Davide Piganzoli a supporto, dopo che il ritmo imposto da UAE e in particolare da Adam Yates aveva staccato gli altri gregari. La situazione si è parzialmente capovolta sul Col du Pertus, dove Piganzoli ha preso l’iniziativa in testa al gruppo per il suo capitano, prima che Pogačar scattasse nell’ultimo chilometro di salita senza che nessuno potesse rispondergli.
«Quando è scattato, ho capito che dovevo fare il mio ritmo e da lì ho pensato che sarebbe stata una cronometro per arrivare al traguardo», ha ammesso Vingegaard ai giornalisti. Il danese ha comunque trovato un lato positivo: «Per fortuna ho potuto ricevere un po’ di aiuto sull’ultima salita. Penso che sia stata una giornata accettabile, poteva andare molto peggio». Il distacco in classifica generale sale ora a 3’36” da Pogačar, ma Vingegaard non si arrende: «Penso che le mie gambe stiano migliorando giorno dopo giorno. Non vedo l’ora che arrivino le salite più lunghe, e spero di poter avere buone settimane».
Seixas terzo e quinto in classifica: «Un risultato notevole»
Paul Seixas ha conquistato il suo primo podio di tappa al Tour de France 2026, chiudendo terzo a 34” da Pogačar. Il diciannovenne della Decathlon CMA CGM Team non è riuscito a seguire l’attacco della Maglia Gialla — come tutti gli altri — ma ha tenuto bene nel gruppo degli inseguitori e ha perso solo la volata per il secondo posto contro Evenepoel. «Immagino che non tutti i terzi posti al Tour abbiano lo stesso sapore, ma questo è sicuramente speciale. La tappa del Tourmalet era davvero per gli scalatori. Oggi è stata una tappa per i corridori più potenti. Riuscire a essere all’altezza su questi due tipi di terreno è un risultato davvero notevole», ha detto a L’Équipe.
Seixas sale al quinto posto in classifica generale e guarda avanti con lucidità: «Il Tour è ancora lungo, bisogna stare attenti a non fare sciocchezze». Il francese ha anche raccontato le insidie della discesa finale, con l’asfalto reso viscido dal caldo: «La discesa era estremamente pericolosa. Ho sentito la ruota posteriore slittare senza nemmeno inclinare la bici. Era una pista di pattinaggio».
FAQ:
Chi ha vinto la decima tappa del Tour de France 2026?
Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG), in solitaria, con oltre 30” sugli inseguitori. È la sua terza vittoria in questa edizione e la ventiquattresima in carriera al Tour.
Qual è la classifica generale del Tour de France 2026 dopo la decima tappa?
Pogačar primo, Vingegaard secondo a 3’36”, Evenepoel terzo a 4’06”. Seixas è quinto.
Come ha corso Evenepoel nella decima tappa?
Ha vissuto un momento di crisi nella vallata finale ma ha recuperato in discesa e ha vinto la volata per il secondo posto, guadagnando anche 18 secondi su Vingegaard.
Qual è stato il risultato di Seixas nella decima tappa?
Terzo posto a 34” da Pogačar, primo podio di tappa al Tour 2026. Il francese sale al quinto posto in classifica generale.
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