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Tour, Pogacar mette nel mirino l’Alpe d’Huez: “È dove Roglič vinse nel 2020 e io arrivai secondo. Fu la prima volta che mi dissi…”

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Tadej Pogacar 2026

Pogačar e l’Alpe d’Huez: «È lì che voglio fare la differenza»

Tadej Pogačar domina il Tour de France 2026 con un margine di 4’32” su Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe) alla vigilia delle ultime tre tappe alpine. Lo sloveno punta al quinto successo a Parigi domenica, un traguardo che eguaglierebbe il record assoluto. La parola chiave del suo avvicinamento al finale è però una sola: Alpe d’Huez. «Guardo sicuramente di più alle tappe sull’Alpe d’Huez», ha dichiarato a France Télévisions, lasciando intendere che giovedì a Orcières-Merlette potrebbe scegliere di gestire.

Il ricordo di Orcières-Merlette e la prima rivelazione

Orcières-Merlette non è una salita qualunque per Pogačar. L’ultima volta che il Tour vi era salito era il 2020, nella prima settimana di gara: un giovane sloveno chiuse secondo alle spalle del connazionale Primož Roglič in uno sprint di gruppo. «È dove Roglič vinse nel 2020 e io arrivai secondo. Fu la prima volta che mi dissi: posso gareggiare contro i migliori al mondo», ha ricordato il campione del mondo. Un momento fondativo, prima della rimonta epica di quel settembre.

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Il doppio Alpe d’Huez: tappa 19 e tappa 20

Il vero obiettivo di Pogačar sono le tappe 19 e 20, con due arrivi consecutivi sull’Alpe d’Huez. Venerdì il gruppo affronterà la classica salita da Bourg d’Oisans, sabato invece tornerà sulla vetta passando per il Col de Sarenne. L’Alpe d’Huez ha ospitato 31 arrivi nella storia del Tour, ma nella carriera di Pogačar è comparsa una volta sola: nel 2022, quando Tom Pidcock vinse da solo in fuga e lo sloveno chiuse quinto, il giorno dopo aver perso la maglia gialla a favore di Jonas Vingegaard sul Col du Granon.

«L’Alpe d’Huez ha tanto fascino, ma anche il Mont Ventoux è iconico, così come il Tourmalet», ha detto Pogačar in conferenza stampa mercoledì. «Nessuna di queste tre è però la salita più dura di Francia: è la storia che le rende iconiche. Quest’anno sarà speciale perché avremo due arrivi di fila sull’Alpe d’Huez. Ci sarà una quantità enorme di spettatori, ne sono sicuro».

Sui social circolano già anticipazioni su un possibile attacco al record di Marco Pantani sull’Alpe, che resiste da 31 anni: viste le prestazioni in salita di Pogačar in questo Tour, l’ipotesi non appare peregrina.

Yates in dubbio, ma Pogačar è fiducioso

Nella tappa 17 verso Voirons, Pogačar è arrivato tranquillamente nel gruppo dei migliori. Giornata difficile invece per il compagno di squadra Adam Yates, costretto a terminare la cronometro con oltre 26 minuti di ritardo a causa di una malattia. «Penso che si riprenderà, forse non per domani, ma per l’Alpe d’Huez, almeno per la tappa regina, credo che starà bene», ha assicurato lo sloveno. «Ieri stava davvero, davvero male. Se fosse stata una tappa normale probabilmente non avrebbe finito, ma per fortuna era solo una crono».

Dietro Pogačar, la lotta per il podio vede Isaac del Toro (UAE Team Emirates-XRG) e Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) contendersi il secondo e terzo posto con Evenepoel nelle prossime giornate decisive.

FAQ

Quant’è il vantaggio di Pogačar in classifica al Tour de France 2026?
Alla vigilia delle ultime tre tappe alpine, Pogačar ha 4’32” su Remco Evenepoel.

Quando si corre sull’Alpe d’Huez al Tour 2026?
Il Tour arriva sull’Alpe d’Huez nelle tappe 19 e 20, venerdì e sabato, con due arrivi consecutivi in quota.

Pogačar ha già vinto sull’Alpe d’Huez?
No. L’unica apparizione dell’Alpe d’Huez nella sua carriera al Tour è stata nel 2022, quando chiuse quinto dietro a Tom Pidcock.

Quante volte ha vinto il Tour de France Pogačar?
Con la vittoria di quest’anno raggiungerebbe il quinto successo, eguagliando il record assoluto.

Cosa ha detto Pogačar sull’Alpe d’Huez?
Lo ha definita una salita iconica per la sua storia, sottolineando che il doppio arrivo consecutivo renderà questa edizione del Tour ancora più speciale.

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