Ciclismo
Il coach di Evenepoel: «Usavo i numeri di Vingegaard come…»
Dietro il secondo posto di Remco Evenepoel al Tour de France 2026 c’è una storia di inizio difficile e adattamento. Il nuovo coach del belga, Tim Heemskerk, ha raccontato a Het Nieuwsblad come ha rimodellato la preparazione del campione olimpico dopo un primo ritiro in altura tutt’altro che incoraggiante — e come i numeri di Jonas Vingegaard abbiano fatto da bussola durante il lavoro pre-Tour.
Heemskerk: dal clan Vingegaard a Evenepoel
Heemskerk è arrivato alla Red Bull-Bora-Hansgrohe dalla Visma | Lease a Bike, dove aveva guidato Vingegaard ai suoi due successi al Tour. È stato lo stesso Evenepoel a richiedere il suo coinvolgimento anticipato, dopo la partenza di Dan Lorang verso la Lidl-Trek. Il vantaggio di chi conosce i numeri del riferimento assoluto della corsa era evidente.
«Questo è un vantaggio, sì. Durante le ultime sessioni di allenamento dure prima del Tour, ho potuto confrontare la potenza di Evenepoel con quella di Vingegaard», ha spiegato il tecnico olandese. «Da quello capivo: basta ancora un piccolo passo e ci siamo. A volte è difficile non confrontare continuamente i numeri di Evenepoel e Vingegaard, ma dall’altra parte cerco sempre di concentrarmi sui nostri punti di forza».
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Il ritiro in altura: un inizio in salita
Le cose non sono andate subito per il verso giusto. Durante il primo ritiro in altura in Sierra Nevada, Evenepoel ha faticato a completare una sessione di intervalli che era stata pianificata come parte del programma di avvicinamento al Tour. Un segnale che ha costretto Heemskerk a rivedere l’approccio fin da subito.
«Abbiamo iniziato con sessioni di allenamento più facili, focalizzate maggiormente sulla resistenza, dove produceva lattato ma lo smaltiva anche. Per ogni sessione aggiungevo un pochino di più, raggiungendo gli allenamenti che avevo originariamente intenzione di fare solo nell’ultima settimana del ritiro in altura».
Un metodo progressivo, costruito seduta dopo seduta, che ha permesso al belga di arrivare al Tour nelle condizioni giuste per vincere due tappe e chiudere secondo in classifica generale dietro Pogacar.
«Se parte al massimo fin dalla prima settimana, può fare ancora di più»
Heemskerk non considera il secondo posto come il tetto delle possibilità di Evenepoel nei Grandi Giri. Anzi. «Se riesce ad allenarsi alla massima intensità fin dalla prima settimana di un ritiro in altura, sento che è possibile anche di più. Questo inizia d’inverno. Il mio motto è sempre: fai ciò che è necessario, non quanto è possibile».
Parole che suonano come un programma per il futuro. Nel presente, Evenepoel ha già risposto con la vittoria record alla Clásica San Sebastián e ha indicato nei Mondiali di Montreal il prossimo grande obiettivo stagionale.
FAQ
Chi è Tim Heemskerk?
È il nuovo coach di Remco Evenepoel alla Red Bull-Bora-Hansgrohe. In precedenza aveva guidato Jonas Vingegaard alla Visma | Lease a Bike, vincendo due Tour de France.
Perché Evenepoel ha faticato nel primo ritiro in altura con Heemskerk?
In Sierra Nevada il belga non è riuscito a completare gli intervalli pianificati. Heemskerk ha modificato il programma partendo da sessioni più facili e aumentando progressivamente il carico.
Come ha usato i dati di Vingegaard per preparare Evenepoel?
Confrontando la potenza di Evenepoel con quella del danese durante le ultime sessioni pre-Tour, Heemskerk ha potuto valutare il margine di miglioramento e calibrare la preparazione finale.
Quali sono i prossimi obiettivi di Evenepoel nel 2026?
Dopo il secondo posto al Tour e la vittoria alla Clásica San Sebastián, Evenepoel ha indicato i Mondiali di Montreal come principale obiettivo della seconda parte di stagione.
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