Ciclismo
Le parole di Villa e Dagnoni dopo l’oro nel Team Relay: “Due anni fa il presidente federale aveva chiesto di…” e “Tre giorni di gare e tre medaglie, ma diciamo che oggi arriva un…”
L’Italia domina il Team Relay
Filippo Ganna, Matteo Sobrero, Mattia Cattaneo, Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel hanno centrato il bersaglio grosso sulle strade di Montreal, regalando all’Italia una splendida medaglia d’oro nel Team Relay dei Campionati Mondiali di ciclismo 2026. Una vittoria dal grande peso specifico che soddisfa sicuramente Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione italiana, presentatosi ai microfoni di Rai Sport per esaltare il trionfo degli azzurri.
“Tre giorni di gare e tre medaglie, ma diciamo che oggi arriva un oro importante anche perché in questa specialità lo avevamo sfiorato in diverse occasioni”, ha commentato Dagnoni a fine gara. “Una vittoria di squadra dimostra il livello di una nazione, e noi siamo reduci dalla vittoria nel Team Relay di mountain bike. Abbiamo degli atleti di alto livello e questo gratifica il lavoro di tutti, anche di chi è dietro le quinte.”
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Il commento di Marco Villa
L’oro nella staffetta mista élite si aggiunge agli argenti individuali collezionati sempre a cronometro da Filippo Ganna tra i professionisti e da Nicolas Milesi tra gli Under 23 in queste prime tre giornate della rassegna iridata in Canada. L’Italia balza così momentaneamente in vetta al medagliere della manifestazione con un oro e due secondi posti.
“Bellissimo. È da tutta la settimana che il gruppo maschile ed il gruppo femminile si spalleggiano e si passano consigli, prima per la prova individuale e poi per la crono a squadre. Bellissimo gruppo. Due anni fa il presidente federale aveva chiesto di provare a vincere il Team Relay e oggi ci siamo riusciti. Sono contento”, le prime parole a caldo di Marco Villa, responsabile della pista e del settore crono femminile, che si è presentato ai microfoni della Rai dopo la gara per celebrare il trionfo della squadra italiana a Montreal.
I dettagli della vittoria
“Se qualche nazione non partecipa, è perché non è semplice schierare tre cronomen di qualità sia al maschile che al femminile. Noi è tanti anni che ci giriamo attorno ed ora è arrivato il giusto premio per tutti”, ha aggiunto l’ex CT della Nazionale italiana su strada. “I miei primi contatti, pensando a questo percorso, erano andati su Affini e Venturelli, poi entrambi hanno avuto problemi fisici e si sono fatti trovare pronti sia Sobrero che Trinca Colonel. Abbiamo un bel gruppo e anche di fronte ad alcune difficoltà riusciamo a sopperire.”
La vittoria nel Team Relay rappresenta il coronamento di un lavoro di squadra iniziato tempo fa, con la Federazione che aveva posto come obiettivo proprio il successo in questa specialità. La composizione della squadra ha visto qualche variazione rispetto ai piani iniziali, ma il risultato ha premiato la profondità del gruppo azzurro.
FAQ
Chi ha vinto l’oro nel Team Relay ai Mondiali di Montreal 2026?
L’Italia ha conquistato la medaglia d’oro con una squadra composta da Filippo Ganna, Matteo Sobrero, Mattia Cattaneo (frazione maschile) ed Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini, Monica Trinca Colonel (frazione femminile).
Quante medaglie ha vinto l’Italia ai Mondiali di Montreal 2026?
L’Italia ha collezionato tre medaglie in tre giorni: l’oro nel Team Relay e due argenti individuali a cronometro, con Filippo Ganna tra i professionisti e Nicolas Milesi tra gli Under 23.
Cosa ha detto il presidente federale Cordiano Dagnoni?
Dagnoni ha esaltato il trionfo: “Una vittoria di squadra dimostra il livello di una nazione. Abbiamo degli atleti di alto livello e questo gratifica il lavoro di tutti, anche di chi è dietro le quinte.”
Perché questa vittoria è particolarmente significativa?
Secondo Marco Villa, responsabile del settore crono femminile, “Due anni fa il presidente federale aveva chiesto di provare a vincere il Team Relay e oggi ci siamo riusciti. Se qualche nazione non partecipa, è perché non è semplice schierare tre cronomen di qualità sia al maschile che al femminile.”
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