Calcio
Fabregas apre ad un addio? “Niente è ancora deciso”

Tutti vogliono Cesc Fabregas: la Roma, il Milan, il Lipsia, si parla/è parlato anche di Manchester City, Bayer Leverkusen, Barcellona e chissà quante altre lo stanno osservando. La sua esperienza calcistica, ha giocato in club di assoluto livello da protagonista, e i suoi bei risultati al Como stanno attirando l’attenzione delle grandi squadre.
Dello spagnolo non piace solo il gioco ma anche la mentalità ed il lavoro coi giovani. Il Como se la gioca con tutte, non importa che di fronte abbia l’Hellas Verona o il Napoli. A livello tattico tutti ne tessono le lodi e sicuramente per Fabregas può essere solo che un vantaggio aver lavorato nella sua carriera con i migliori allenatori del mondo come Guardiola, Mourinho e Conte. Nel mentre i suoi giocatori si prendono le luci dei riflettori come Nico Paz ed Assane Diao, il cui valore è già salito alle stelle rispetto a quando sono arrivati ai lariani.
Fabregas però è tanto legato al Como per più ragioni. In primis è la società che gli ha dato fiducia qualche anno fa per creare un percorso: da giocatore a vice-allenatore ad allenatore vero e proprio, anche quando non aveva il tesserino per farlo. Inoltre lo spagnolo è anche azionista della società e sta costruendo un percorso che prevede, molto probabilmente, degli step importanti già a breve in termini di ambizioni. Se fino a qualche settimana fa il suo futuro sembrava certamente al Como ora gli interessi (concretissimi) delle altre squadre potrebbero forse farlo vacillare. Fabregas ha, in parte, aperto ad un addio al Corriere dello Sport e questa rappresenta un’assoluta novità rispetto agli ultimi mesi. Queste le sue parole:
“Futuro? Non lo so, niente è ancora deciso. Ho bisogno di una breve sosta a fine campionato, di un attimo di respiro prima di sedermi al tavolo con il Como… Mi ritengo molto fortunato perché qui la gestione del quotidiano è uguale tanto che si vinca quanto che si perda. Il confronto è costante. Pretendo molto, è vero, perché una cosa che Conte mi ha insegnato e ha ripetuto giorni fa è l’essenza del nostro lavoro. Il fondoschiena sempre a rischio è solo quello dell’allenatore, è una questione di aspettative interne e esterne. Devo capire dove vogliamo andare. E in che modo. Ma sì, la priorità è il Como. È normale che qualcuno si sia fatto vivo. Ci sono squadre che stanno cercando l’allenatore o il giocatore. Chiamano e ci sta. È così, non dobbiamo dire bugie alla gente. Capita ovunque. Pensi che Simeone in tutti questi anni non l’abbia chiamato nessuno? Eppure è ancora all’Atletico. Esiste un timing per tutte le cose”.
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