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“E’ stata una vittoria di avvocati molto efficaci” il Telegraph contro Sinner

Se la stampa italiana ha elogiato a gran voce Sinner, lo stesso non ha fatto un quotidiani inglese, anzi…

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Jannik Sinner

La vittoria di Sinner ha emozionato tutti gli italiani e la stampa nazionale lo ha elogiato a gran voce. Anche gli ex tennisti che una volta si permettevano di fargli qualche critica adesso sono un unico grande coro che lo adora e che ne tessa le lodi ad ogni intervista. Non tutta la stampa mondiale però lo ha elogiato così dopo la vittoria di Wimbledon.

Il Telegraph, quotidiano inglese, ha lanciato qualche frecciatina sia contro Jannik che contro Iga Swiatek, vincitrice femminile. Nell’ultimo anno entrambi hanno scontato una squalifica per doping e questo al giornale non è andato giù. Qui sotto trovate un estratto del pezzo del giornale, l’attacco è soprattutto al tempismo ed alla durata della squalifica per Sinner, perfetta per permettergli di giocare tutti gli Slam.

“Una finale di Wimbledon è un’occasione in cui i sottotesti scomodi tendono a essere cancellati. Per poco più di tre ore, l’attenzione si è giustamente concentrata sul tennis spietatamente clinico di Sinner, sulla sua capacità di spegnere i più flebili segnali di rimonta di Alcaraz nel terzo set con un ace di seconda al servizio. È una figura per la quale il concetto di cicatrice psicologica sembra non esistere.

Laddove le anime meno fredde avrebbero potuto subire un trauma per tutta la vita dopo aver fallito i tre match point al Roland Garros, Sinner ha in qualche modo convertito l’angoscia in carburante per razzi, battendo appena le ciglia quando la stessa opportunità si è presentata al successivo major. C’è il rischio di estendere l’ammirazione per la rimonta di Sinner  dopo le sofferenze dell’Open di Francia e di pensare che la sua risposta a una sospensione per doping rappresenti anche una forma di vendetta. Alla fine i tre mesi di assenza di Sinner dal tour sono sembrati troppo comodi, troppo convenienti.

La tempistica, che cade perfettamente tra Melbourne e Parigi, gli ha garantito di non perdere nemmeno un major e di non rischiare di perdere la sua posizione numero 1 in classifica. Un campione con l’asterisco? È un’affermazione audace. Ma non c’è dubbio che il suo nome, appena iscritto nella bacheca degli onori più prestigiosi del suo sport, sia accompagnato da un’angosciante quantità di bagagli. Questa è stata una vittoria dei nervi, della resistenza e di alcuni avvocati molto efficaci”.

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