Luciano Spalletti è stato, nel bene e nel male, uno dei protagonisti degli ultimi anni del calcio italiano tra il periodo in Nazionale e il successo in Serie A col Napoli. Dopo l’esonero come CT è stato accostato a diverse squadre ma alla fine le voci parlavano di un uomo troppo giù di morale per accettare qualsiasi proposta.
Questo sentimento lo ha confermato nell’intervista a Repubblica in cui ha raccontato come vive l’esonero ed ha risposto ad alcune domande sulla nazionale.
DOPO L’ESONERO – “Il calcio mi ha rovinato la vita. Ho voluto più bene al calcio che a me stesso, gli ho sacrificato le persone a me più care…”
RIGUARDO L’ESONERO – “Non mi passa mai. Mi toglie il sonno, mi condiziona in tutto, perché il pensiero torna sempre lì. Certe volte mi sembra di essere felice, poi però dopo un attimo mi torna in testa quella cosa lì. Non sono riuscito a far capire ai ragazzi che gli volevo bene. Quando mi hanno proposto di guidare la Nazionale non ci ho dormito due giorni: la cicatrice sarà dolorosa anche quando avrà fatto il suo percorso di guarigione”
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MANCANO I CALCIATORI ALL’ITALIA? – “No, l’ho detto anche a loro: non vi fate fregare da chi dice che siete scarsi, siete di alto livello. Anche se è finita così e la responsabilità è solo mia, non mi priverei mai di Bastoni, Barella, Dimarco, del mio gruppo storico, insomma. Dopo l’Europeo eravamo tornati a fare le cose giuste, ho pensato che avessimo trovato la via. Ma, come succede a volte nelle nostre campagne, tu scavi il solco per l’acqua, ma quella prende una strada sua. E scava, e scava e alla fine si crea una voragine”.
SUGLI EUROPEI – “Ci è mancato un giocatore così, tra le linee, uno capace di portarti sull’ottovolante. Fosse stato possibile avrei portato Chiesa… In quei mesi abbiamo avuto una pressione enorme, come l’ombra di un Polifemo sulle spalle, non siamo riusciti a liberarcene. Mentre dicevamo che bisognava dare di più, non riuscivamo a fare neanche il minimo sindacale. Da marzo a giugno, dalla Germania alla Norvegia, abbiamo preso dei goal troppo banali per essere veri. Anche nell’ultimo ritiro prima della sconfitta con la Norvegia sono successe cose inaspettate, tanti infortuni anche facendo venti minuti di allenamento”.
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