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“Pogacar è una persona normale ma in bici è un vero e proprio…” Majka racconta Tadej e spiega il ritiro

Il polacco è stato intervistato da Cyclingnews in occasione dell’annuncio del suo ritiro

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Negli ultimi anni Rafal Majka è stato uno dei migliori gregari di tutto il gruppo viste le sue qualità da scalatore e la sua enorme esperienza. Ma una volta il polacco era uno dei migliori scalatori del panorama internazionale, come raccontano i suoi risultati nei grandi giri tra maglie a pois al Tour de France ed altri successi vari.

Dopo aver corso dal 2011 ad oggi ha deciso di dire basta al ciclismo, nonostante le sue prestazioni siano ancora di assoluto livello. Il perché lo ha raccontato a Cyclingnews, ammettendo di essere ancora in grado di poter correre un’altra stagione ma che ad oggi c’è un’altra cosa che, giustamente desidera di più, stare con i suoi bambini. Nell’intervista Rafal ha anche parlato di Pogacar, il capitano per cui ha fatto da gregario in questi gli ultimi anni e per cui correrà anche nella sua ultima gara prima del ritiro: il Lombardia.

Queste le sue parole:

“Volevo smettere quando ero ancora al massimo livello. Dopo il Giro ho pensato di poter fare ancora un altro anno, ma è importante anche stare con la famiglia dopo tanti anni vissuti con la valigia. Volevo anche finire indossando la maglia di campione nazionale polacco, quindi sono davvero felice di correre qui al Giro di Polonia.

Ho appena fatto il Giro d’Austria e sono arrivato terzo in classifica generale, e questo nonostante lavorassi per il leader della classifica generale e vincitore finale Del Toro, ma poi vedi che i bambini crescono e non sei mai a casa. Questa è la mia decisione, perché voglio godermi di più le cose e andare in bicicletta senza dover lavorare.

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Pogacar è una persona normale e passo molto tempo con lui in camera d’albergo, ma quando è in bicicletta è un vero e proprio killer. Finire con lui al Lombardia sarà davvero bello. È bello lavorare per il miglior corridore del mondo. È più facile per la mia testa e mi sono goduto di più questi ultimi cinque anni. Quando sono stato leader di una squadra, mi sono ovviamente divertito, ma quando si è più grandi ci si dice: ‘Sì, forse è meglio fare il gregario’.

Saltare la Vuelta per Pogacar penso che sia stata la cosa più intelligente da fare, soprattutto quando il Tour è stato così duro. La velocità media era molto alta, ed è meglio stare tranquilli e aspettare la prossima stagione, perché può vincere molte più corse“.

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