Ciclismo
Ayuso durissimo contro la UAE e parla anche di dittatura: “Non sono d’accordo con il comunicato”
Lo spagnolo ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti prima del via della tappa odierna della Vuelta
Il tema Ayuso-UAE Team Emirates continua a tenere banco dopo che lo spagnolo, ai microfoni dei giornalisti alla partenza, ha criticato aspramente la squadra definendola una “dittatura”. Tante le cose criticate, sia l’ambiente generale, che il comunicato fatto uscire e le modalità con cui è stato fato uscire, non avvisandolo per tempo.
Questa la sua versione dei fatti:
“Non sono d’accordo con il comunicato della squadra. Ieri il comunicato è uscito intorno alle sette di sera. Mi hanno avvisato alle 18.30, quando alcuni giornalisti con cui ho un buon rapporto mi hanno detto che all’ora di pranzo era già stato comunicato loro che sarebbe uscito il comunicato. Avevamo concordato cosa fosse importante per noi nel comunicato e che sarebbe stato reso pubblico al termine della Vuelta, così da non influenzare in alcun modo l’aspetto sportivo, l’atmosfera o i compagni.
Il fatto che sia stato pubblicato ieri è una domanda che credo dovreste porre a loro, e perché così all’improvviso senza preavviso… Ovviamente, mi è chiaro perché l’hanno fatto, per danneggiare la mia immagine, come in parte emerge dal comunicato, con il quale, come ho detto, non sono d’accordo. Loro parlano di valori e unione, cose con cui anch’io sono molto d’accordo. Ieri hanno anche approfittato di alcune parole infelici di cui ho parlato con Joao. Lui mi ha chiesto scusa perché è un po’ d’accordo su quello che è successo.
Io voglio aiutare. Ieri non stavo bene, lui l’ha capito. Ma ovviamente quando c’è stata una mancanza dopo l’altra da parte della dirigenza della squadra, diventa difficile creare unione e voler integrarsi. Quindi, per rispetto verso i miei compagni e per il bene che ho avuto con loro in questi anni, vorrei concludere nel miglior modo possibile questa Vuelta a España e sono molto contento che almeno anche voi lo sappiate. Come ho detto, il rapporto con i miei compagni, compreso Almeida di cui si parla molto, è buono.
Merita tutto il sostegno e tutto il lavoro di tutti gli altri sei membri. Merita anche il mio contributo, per quanto posso dare. E cercherò di farlo. Mi sarebbe piaciuto finire bene con la squadra perché durante tutte le trattative prima della Vuelta abbiamo cercato di trovare un accordo. Ma sembra che non sia possibile. È più una dittatura e un potere unilaterale.
Avevamo concordato che il comunicato sarebbe uscito alla fine della Vuelta per non influenzare né me né i miei compagni, che tutto sia stato fatto ieri in mezz’ora senza preavviso… Non capisco. Poi, nella mezz’ora che ho avuto, ho detto che non ero d’accordo con quanto affermato nel comunicato e la risposta è stata che il primo comunicato che avevano scritto era molto peggiore e che avrei dovuto esserne contento. Allora, va bene così…”.
Alla fine ha chiuso con: “Il prossimo anno credo sarà un anno molto bello. Un nuovo inizio e… sono contento“.
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