Ciclismo
Il Giro d’Emilia come la Vuelta a Espana? La situazione con le proteste ed il comune…
La presenza della Israel Premier Tech non è gradita neanche dal comune di Bologna
La Vuelta a Espana ha creato un precedente, è innegabile. Dopo l’annullamento, parziale o completo, di 3 tappe alla Vuelta anche il Giro dell’Emilia potrebbe avere grandi difficoltà per la partecipazione della Israel-Premier Tech.
Sono state già indette delle proteste proprio nel giorno della gara a Bologna per impedire che la squadra israeliana “passi” ed il Comune di Bologna ha appoggiato le proteste con questa dichiarazione di Roberta Li Calzi, assessora dello sport:
“Siamo contrari alla partecipazione di una squadra israeliana al Giro dell’Emilia in un momento come questo, dove il governo di Israele si sta macchiando di gravi crimini contro la popolazione civile nella Striscia di Gaza. Non è una posizione contro gli atleti, ma non possiamo accettare che una squadra legata a quello stesso governo possa prendere parte ad una manifestazione sportiva, che per sua natura rappresenta valori diametralmente opposti. Chiediamo agli organizzatori del Giro dell’Emilia di escludere dalla manifestazione il team israeliano Premier Tech”.
Adriano Amici, presidente del GS Emilia (società organizzatrice dell’evento) ha risposto a LaPresse:
“Non sono io che devo escludere il team israeliano ma deve essere l’UCI che quando vede determinate cose comunica che è meglio che quella squadra non gareggi. Noi facciamo gli inviti alle squadre migliori del mondo. La mia posizione diventa difficile perchè ho l’obbligo di invitare fondamentalmente le squadre e i corridori migliori. E il nome del team non c’entra niente. Noi l’abbiamo sempre avuto e non ci sono mai stati problemi.
Ognuno di noi è un politico se lo vuole essere ma a livello sportivo perchè ai campionati del mondo di ciclismo c’è Israele, perchè l’Italia del calcio ha disputato un match di qualificazione contro Israele? Parlerò adesso con i loro ds che prenderanno in considerazione il fatto che non sono graditi dalle istituzioni ma io non posso farci nulla a livello sportivo. Dico solo che cavalcare un cavallo a livello sportivo non mi sembra bello, ognuno la politica la gestisce come crede meglio, non credo che sia un buon suggerimento mettere dell’alcol sul fuoco. Sono cose che ti capitano sulle spalle improvvisamente.
Questo team è stato iscritto ed è iscritto a tutte le competizioni, dal Tour al Giro. Dalla Milano-Sanremo alle Tre Valli Varesine. Sta partecipando a tutte le corse. L’ente organizzatore cerca di avere i corridori migliori del mondo, E poi il team israeliano ha corridori stranieri, nessuno è israeliano. Chi fa le corse sono i corridori. Qui la politica centra poco. E’ chiaro che sono d’accordo con chi sostiene che non è giusto fare questa guerra. Chi non lo è?”.
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