Ciclismo
Pogacar parla del Mondiale: come sta, rivali, il sorpasso di Evenepoel, il percorso, il confronto col 2024…
Le ultime parole dello sloveno prima della gara di domenica in cui proverà il bis iridato
Tadej Pogacar è chiaramente il ciclista più atteso di tutti per la prova in linea di domenica. Non può non essere lui il favorito, nonostante la “debacle” (che poi definirla “sconfitta è esagerato) di domenica scorsa, quando è stato superato da Evenepoel. Oggi, per la prima volta da quel giorno, lo sloveno è tornato a parlare proprio in vista della gara in linea.
Lo ha fatto in occasione della conferenza stampa della Slovenia, tanti i temi toccati dal come sta al sorpasso di Remco al percorso di domenica. Qui sotto trovate alcune delle sue risposte, per temi, riportate da Cyclingnews.com:
COME STA – «Credo che la differenza tra la scorsa domenica e quella che sta arrivando sia grande. Ovviamente sono qui per la prova in linea, quindi le aspettative sono alte; mi aspetto molto dalle mie gambe, e dobbiamo puntare al miglior risultato possibile. Penso che abbiamo una delle squadre più forti, quindi dobbiamo essere considerati tra i principali favoriti. Quando sono arrivato, mi sono allenato due giorni sulla bici da cronometro, poi ho corso, ma non ho trovato il ritmo, non ho trovato le gambe. Dopo domenica sono passato alla bici da strada e ora non ho problemi. Credo di essermi abituato all’ambiente, all’altitudine, al clima, a tutto: ora le gambe girano bene ogni giorno.»
IL SORPASSO DI EVENEPOEL – «Probabilmente anche Remco voleva vendicarsi del Tour de France, quando fu ripreso da Jonas nella cronometro in salita, quindi penso sia stato positivo per lui. Ha cancellato un brutto momento dell’anno. Ora domenica potrebbe toccare a me cancellare e mettere da parte quella brutta sensazione di essere ripreso.»
I RIVALI – «Ci saranno tanti corridori pronti ad attaccare da lontano, e altri che invece guarderanno solo me. Noi dobbiamo pensare alla nostra corsa, è lunghissima e durissima: bisogna risparmiare energie e correre in maniera intelligente.»
IL PERCORSO – «Puoi attaccare ovunque se hai le gambe. Peccato che il Monte Kigali sia così presto in gara: sarebbe stato più divertente e meno doloroso se fosse stato più vicino al traguardo. Per me, la parte migliore sulla carta è quella: la salita lunga del Monte Kigali e i due muri in pavé. Ma il problema è che da lì all’arrivo c’è ancora tanta strada.»
ATTACCARE A 100KM? – «Non puoi farlo ogni volta. Lì avevo Jan [Tratnik] davanti e un gruppo di 20 corridori che mi offriva riparo, poi Pavel [Sivakov] con me, quindi non ero mai da solo per 100 km. Anche con aiuti, 100 km sono un’impresa difficile, è un po’ troppo.»
LE SCONFITTE – «Quando corri tanto e sempre per vincere, hai addosso tutti gli occhi. È normale commettere errori, bisogna provare cose diverse, non si può sempre fare la stessa cosa.»
LA CONCLUSIONE – «Ho fatto l’ultimo allenamento in maglia iridata martedì, ma la prossima settimana… vedremo. Mi sento pronto. Ho fatto già buone sessioni qui, mi sono abituato all’ambiente e ho iniziato a godermi la bici. Penso di avere una carica in più per domenica, e oggi sono arrivati anche i miei compagni, che mi hanno dato un’altra spinta di energia e motivazione. È bello vedere il gruppo, gli amici, e in generale l’atmosfera è ottima: non vediamo l’ora che arrivi domenica.»
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