Calcio
Chi è Louis Buffon: l’esordio prima in B e poi in A, la decisione di giocare per la Repubblica Ceca ed il retroscena su Fortnite raccontato da Gigi
A distanza di qualche anno un altro Buffon calcherà i campi della Serie A
La star dello scorso weekend calcistico non poteva che essere Louis Buffon. Il figlio d’arte ha esordito in Serie A ad appena 17 anni a distanza di quasi 30 anni dall’esordio di un altro Buffon, il padre Gigi, sempre in Serie A. Era il 1995 e un 17enne venne schierato come titolare contro il grande Milan dal Parma, quel giorno iniziò la sua storia calcistica tra i grandi un po’ come ieri è iniziata quella del figlio Louis.
Anche se in realtà quello di ieri non è stato l’esordio ufficiale del 17enne tra i professionisti visto che già il 9 marzo era sceso in campo nella sconfitta per 3-2 con lo Spezia in Serie B, sempre col Pisa. Da quel giorno sono cambiate tante cose visto che Louis nel mentre ha anche scelto di non rappresentare l’Italia con l’Under 21 ma di giocarsi le sue chance nella Repubblica Ceca, grazie alle origini della madre.
Con le nazionali giovanili ceche sta già giocando, ha anche affrontato l’Italia ed anche ora in questa pausa nazionali è stato convocato. D’altronde non poteva che essere così visto che non capita tutti i giorni ad una nazionale giovanile di poter avere un giocatore che ha debuttato in Serie A.
Il destino di Louis Buffon non è sempre stato quello di essere un calciatore, anche un po’ per colpa di Fortnite (oltre alle pressioni del suo cognome). A raccontarlo è stato lo stesso Gianluigi Buffon ai microfoni di calciomercato.com qualche mese fa:
“Louis è un giovane ma è un ragazzo maturo per la sua età. Quando iniziò a giocare a 8 anni con il settore giovanile della Juventus, dopo un anno e mezzo mi disse che non si divertiva più. Riuscii a fargli cambiare idea ma dopo altri sei mesi mi disse nuovamente che si era stancato. A quel punto gli spiegai che avrebbe dovuto chiudere definitivamente la sua esperienza con le giovanili della Juve per una questione di rispetto.
E così lui per i successivi quattro anni, anche per ribellione, decise di non fare più niente e di mettersi a giocare a Fortnite, ricordo che mi chiese persino di accompagnarlo all’estero per un torneo di Fortnite”.
Crescendo le cose sono cambiate: ha fatto bene nelle giovanili della Juve, poi con la CBS Scuola Calcio e così il Pisa gli ha dato una chance. Ora un altro campione del mondo, Gilardino, se lo coccola e se lo sta schierando non è per il suo cognome ma perché Louis può scrivere la sua storia calcistica, a prescindere da quel cognome che non dovrà pesare per niente sulla sua carriera.
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