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Tudor cambia modulo? La scelta che fa ben sperare

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Il bagliore dei riflettori del Santiago Bernabéu ha illuminato più di una semplice sconfitta per 1-0; ha svelato i contorni di una Juventus in cerca di una nuova identità. In una notte dove il risultato avrebbe potuto travolgere tutto, essendo la seconda sconfitta stagionale in due partite, i bianconeri hanno invece mostrato un volto diverso, combattendo fino all’ultimo respiro contro i campioni d’Europa. È da questa prestazione, fatta di cuore e dettagli tattici, che emergono segnali importanti per il futuro, più del semplice amaro per i due punti in Champions League. L’approccio della squadra e l’equilibrio ritrovato suggeriscono che la strada, sebbene in salita, potrebbe non essere un vicolo cieco.

Tra gli aspetti più incoraggianti della trasferta madrilena c’è stata l’efficacia del nuovo assetto di gioco scelto da Igor Tudor. La scelta di adottare un 3-5-1-1 con Weston McKennie schierato come mezzala si è rivelata una mossa che fa ben sperare. Il centrocampista americano può fornire alla squadra solidità, peso fisico e coperture preziose, elementi che donerebbero equilibrio a un reparto spesso apparso fragile. Questa “soluzione McKennie” ha permesso alla Juventus di competere alla pari con il centrocampo blasonato del Real, dimostrando come una scelta tattica coraggiosa possa sopperire a carenze di rosa. La sua titolarità ha anche offerto una diversa gestione delle risorse, trasformando un giocatore come Conceiçao in un’arma di cambiamento da introdurre a partita in corso.

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Tuttavia, questa scelta tattica non deve nascondere i problemi strutturali che affliggono la squadra. La necessità di reinventare ruoli e posizioni è, in realtà, la diretta conseguenza di una costruzione della rosa che presenta evidenti squilibri. L’assenza cronica di esterni di ruolo ha costretto, ad esempio, all’ennesimo ripiego di Kalulu in una posizione non sua, limitando la manovra offensiva. Il divario di intensità e mentalità con le top squadre europee rimane un campanello d’allarme per l’intero calcio italiano. La sconfitta, quindi, lascia un doppio messaggio: Tudor può senz’altro fare meglio e forse ci sta provando, ma senza una progettazione di fondo chiara (che la scorsa estate è stata completamente toppata da Comolli), il rischio è di navigare a vista in un mare di emergenze.

Articolo scritto da @tuttojuvelive

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