Calcio
Tudor esonerato, il bilancio del tecnico croato e i possibili sostituti
Una sconfitta che non è stata solo l’ultima di una serie, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’atmosfera all’Olimpico ieri sera era già pesante ancor prima del fischio d’inizio, carica di tutte le aspettative deluse e delle tensioni accumulate in settimane di risultati negativi. Quello che è accaduto sul campo contro la Lazio di Maurizio Sarri, una squadra che non vinceva da quasi un mese, ha semplicemente confermato un malessere profondo, trasformando un semplice risultato in un epilogo annunciato. La sconfitta per 1-0, maturata per un errore in fase di disimpegno, ha chiuso in modo definitivo un ciclo.
La società ha preso la decisione di sollevare dall’incarico Igor Tudor, con il comunicato ufficiale che giunge a poche ore dalla fine della partita. Il tecnico croato, in panchina da pochi mesi, chiude la sua esperienza con un bilancio di 10 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte . Le sue scelte, caratterizzate da continui cambi di modulo, una gerarchia poco chiara e una scarsissima produzione offensiva – la Juventus non segna da quattro partite consecutive – hanno reso la squadra poco riconoscibile e inefficace . Tuttavia, la radice del problema va cercata più in alto: una costruzione della rosa con evidenti lacune in più reparti, frutto di un mercato non riuscito, ha messo fin dall’inizio l’allenatore in una posizione di grande difficoltà.
Con immediatezza, la Juventus ha nominato come successore ad interim Massimiliano Brambilla, attuale allenatore della Juventus Next Gen, a cui viene affidata momentaneamente la prima squadra . Si tratta del primo cambio di allenatore in ottobre per il club dal lontano 1969/70, un dato che la dice lunga sulla gravità percepita di questa crisi. La caccia al nuovo tecnico è già aperta: in cima alla lista dei candidati figura il nome di Luciano Spalletti, ma non mancano quelli di Raffaele Palladino, Roberto Mancini ed Edin Terzić. La società cerca una figura in grado di ridare alla squadra non solo un’identità tattica, ma soprattutto quella passione che ormai sembra smarrita.
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