Seguici su

Calcio

Il fallimento del calcio italiano – Michael Manotta

Pubblicato

il

Logo Italia Calcio

Il calcio italiano sta vivendo un momento buio. Ragazzi che sono costretti ad andare all’estero perché non trovano spazio, il sistema dei settori giovanili e delle scuole calcio che non funziona più e squadre a cui non piace puntare su giovani promesse ma su stranieri che all’idea loro sono più forti. Le conseguenze di tutto questo sono visibili anche ad occhio nudo: Nazionale che non riesce a cambiare, squadre “italiane” che non riescono più ad imporsi nelle competizioni internazionali e il livello del campionato che man mano si abbassa. Oggi qui parleremo di tutto questo.

CAMPIONATO ITALIANO: GIOCATORI STRANIERI

Iniziamo da quello che si nota maggiormente. Lega Serie A , campionato italiano. Il 36,7% dei giocatori sono italiani, il resto tutti stranieri. Fa la differenza del mondo.

Prendiamo l’esempio di un ragazzo italiano. Fa tutta la trafila delle giovanili, dai pulcini alla primavera. Trova spazio e ha persino un buon potenziale. Arriva alla Primavera, fa bene, gioca con continuità, è determinato, ma non gli viene data fiducia. E da lì inizia a fare continui prestiti in Serie C e Serie B, fino ad una eventuale cessione. Al suo posto però viene preso uno straniero, che ha le stesse caratteristiche, e che, all’apparizione, sembra essere più forte. Fa un solo anno in Primavera, e poi subito in prima squadra. Ma c’è una differenza sostanziale tra i due: il primo lotterebbe fino all’ultimo minuto su ogni palla, il secondo può farlo, ma con meno grinta, perché lui non sa il vero valore di quella maglia. Questo discorso vale per noi, ma anche all’estero, dove però questa cosa l’hanno già capita molto tempo prima, e si nota.

Quanto ne sai di calcio? Mettiti alla prova con il nostro quiz interattivo con ben 8 categorie (calciodle, wordle, l’impiccato, indovina dalla carriera ecc…) e che si aggiorna ogni 24 ore!

GIOVANI ITALIANI: STELLE CHE SPLENDONO OLTRECONFINE

Il futuro della Nazionale si trova maggiormente all’estero. In Italia non trovano spazio, vanno all’estero in grandi squadre dove sanno che possono migliorare. Si possono fare molti esempi come quelli di:

  • Luca Reggiani (difensore centrale del Borussia Dortmund)

  • Samuele Inacio (centrocampista del Borussia Dortmund)

  • Guido Della Rovere (ala del Bayern Monaco)

  • Filippo Manè (difensore centrale del Borussia Dortmund)

  • Mohamed Alì Zoma (ala del Norimberga)

  • Alessandro Crimaldi (ala del Bochum)

Tutti questi ragazzi hanno una cosa in comune: giocano tutti nelle alte categorie del campionato tedesco. Vanno lì con un obiettivo ben specifico: farsi le ossa. Lì si diventa prima uomini, poi giocatori. Si viene educati, ti fanno capire che la personalità conta  più della tecnica, poi  si pensa alla parte te tecnico-tattica.

IL PROBLEMA DEI SETTORI GIOVANILI

Qui in Italia tutto il contrario. Le società premiano i più tecnici, quelli più bravi, ma nel mentre gli altri che si presentano ogni allenamento, cercano di imparare sempre di più, e che hanno tutte le carte in regola per giocare, vengono ritenuti non idonei e la colpa non è solo dei piccoli settori giovanili, ma anche di quelli più grandi come quelli di Serie C fino alla Serie A. Il divertimento è la base del calcio, non la bravura o la tecnica.

Se si continua ad andare così, con questi standard, ci sarà un continuo declino, fino a un fallimento vero e proprio.

Dai un’occhiata alle altre notizie uscite qui su Universo Sportivo e rimanete aggiornati sui social con Universo Calcistico.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *