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Ciclismo

Nibali si aspetta di più da Vingegaard: «Il Giro è aperto, voglio un…» e lo “critica”: «Nelle regole non scritte del ciclismo…»

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Jonas Vingegaard

Jonas Vingegaard resta il favorito principale per vincere il Giro d’Italia 2026, ma per Vincenzo Nibali la corsa non è ancora chiusa. Il doppio vincitore della Corsa Rosa ha riconosciuto la solidità del danese, però ha anche spiegato che nelle prossime tappe si aspetta un segnale più netto, un’azione capace di mettere davvero fine alla lotta per la maglia rosa.

Nibali, a La Gazzetta dello Sport, ha ribadito che Vingegaard è il corridore da battere e che, con ancora nove tappe da correre, il suo vantaggio resta importante. Allo stesso tempo, però, ha chiarito che il Giro non è blindato: il danese ha vinto due tappe in salita, ma non ha ancora piazzato quel colpo decisivo che normalmente spegne ogni dubbio sulla classifica generale. Come ha spiegato, «Vingegaard resta il favorito e probabilmente vincerà, ma il Giro non è completamente chiuso. Anzi, è aperto. E mi aspetto molto di più da lui».

Il riferimento principale di Nibali è Felix Gall, il corridore che finora è sembrato più vicino a reggere il passo del danese in salita. Proprio questo dettaglio lo convince a non considerare la classifica già chiusa. Se Gall resta attaccato, significa che la differenza non è ancora stata quella che di solito decide un Grande Giro. Nibali ha osservato che Vingegaard ha fatto ciò che doveva fare, ma «soprattutto rispetto a Gall non ha davvero fatto la differenza».

Nibali ha ricordato anche l’episodio della tappa di Corno alle Scale, quando Vingegaard ha lasciato lavorare Gall prima di andare a prendersi il successo. Senza drammatizzare, ha sottolineato che nel ciclismo esistono regole non scritte e che certi comportamenti non sarebbero ideali. Le sue parole sono state nette: «Nelle regole non scritte del ciclismo, certe cose non si dovrebbero fare. Ma le vittorie sono vittorie: contano, ed è giusto prenderle quando si può».

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Secondo Nibali, le tappe decisive devono ancora arrivare. È adesso che entrano in gioco fattori come freddo, pioggia, fatica e recupero, elementi che al Giro pesano spesso più dei semplici valori di potenza. Per questo il siciliano non considera affatto impossibile che la corsa possa ancora riservare sorprese, anche se non crede che il successo finale sfuggirà a Vingegaard. In questo senso ha detto che il danese non ha ancora piazzato «il colpo da cinque o sei minuti che chiude il Giro».

Il messaggio è semplice: Vingegaard resta davanti a tutti, ma Nibali vorrebbe vedere qualcosa di più spettacolare, una vera prova da campione. «Mi piacerebbe vedere da lui un’impresa in stile Vingegaard prima della fine del Giro», ha spiegato il siciliano. «Una grande azione lunga, completa. So che ha anche il Tour davanti e la sfida con Pogačar, quindi è comprensibile se prova a guadagnare poco per volta e vincere così. Ma io spero in qualcos’altro».

Se Vingegaard è ancora il favorito, Felix Gall resta per Nibali la minaccia più concreta da qui alla fine. L’austriaco ha retto bene in montagna, ha una squadra solida e ora entra nella parte di corsa che meglio si adatta alle sue caratteristiche. Per Nibali, «Gall può sorprendere. Non ci sono più chilometri contro il tempo e adesso arriva il suo terreno. In montagna, finora, ha perso solo da Vingegaard. Ha una squadra forte e una grande occasione».

FAQ

Vingegaard è ancora il favorito del Giro 2026?
Sì, per Nibali resta il corridore da battere.

Nibali pensa che il Giro sia già chiuso?
No, dice che la corsa è ancora aperta.

Chi considera il pericolo principale per Vingegaard?
Felix Gall.

Cosa si aspetta Nibali da Vingegaard?
Un colpo da campione, una prova di forza che chiuda davvero la corsa.

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