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ESCLUSIVA – Alla scoperta di Yan Diomande: “I ragazzi cercavano di fargli fallo ma non ci riuscivano. Il giorno in cui doveva partire si è nascosto per il campus per ore. Ho sentito che era un grande tifoso di…”

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Yan Diomande è uno dei calciatori più promettenti al mondo, un vero e proprio gioiellino. Parliamo di un 19enne per cui il Liverpool ha presentato un’offerta (rifiutata) da 90+10 milioni di euro, una cifra monstre per un giocatore che ha giocato appena una stagione completa tra i professionisti. Eppure, secondo diversi esperti, i Reds o il PSG (altra squadra interessata all’ivoriano) non si faranno problemi ad avvicinarsi alla richiesta di 130 milioni di euro del Lipsia.

Chi sia però Yan non è chiaro a molti. Non è il tipico fenomeno europeo cresciuto nelle giovanili di qualche big. E’ un ragazzo che ha lottato, tanto, per arrivare dov’è ora e che è cresciuto (calcisticamente e non) prima in Africa e poi negli USA, nello specifico alla DME Academy di Daytona, dove il suo talento ci ha messo poco, pochissimo, ad emergere in un lampo. Per scoprire di più su di lui, e sul suo periodo negli USA, abbiamo intervistato Jared Antista, proprietario della DME Academy di Sarasota, socio in affare di quella di Daytona, che ha conosciuto Yan e lo ha visto sia giocare che preoccuparsi per i suoi figli.

Dall’intervista si capisce subito che non siamo parlando di un grande calciatore e basta ma di una persona d’oro. Una qualità che non è mai scontata e che può fare la differenza tra il montarsi la testa e diventare un grande campione. Questa è l’impressione che mi sono fatto io, ora però sta a voi scoprire un po’ di più chi è Yan.

Come conosci Yan Diomande?
Possiedo la DME Academy di Sarasota, che funge da scuola distaccata e club della DME Academy di Daytona. Siamo di fatto soci in affari. Disputiamo una partita annuale DME Daytona contro DME Sarasota, e lui ha giocato in una di quelle partite – è stata la prima volta che ho incontrato Dio. Ha segnato quattro gol in un solo tempo contro di noi, ed è stato subito evidente che era su un altro livello. I ragazzi cercavano di tenergli testa fino a fargli fallo, ma non ci riuscivano. Era così fluido con la palla e accelerava da zero a cento in un secondo.

Sai se, e in che misura, seguiva il calcio americano ed europeo? Aveva una squadra del cuore e/o un giocatore preferito?
Non lo so con certezza, ma di sicuro amava il calcio. In estate organizzavamo i camp estivi della DME Sarasota a Daytona, e lui era sempre in campo ad allenarsi o a dare una mano. Ho sentito che era un grande tifoso di Ronaldo.

Sappiamo che è nato in Costa d’Avorio ma si è formato come giocatore negli Stati Uniti. Puoi raccontarci la sua storia?
La DME, per quanto ne so, è stato il suo punto d’approdo negli Stati Uniti dalla Costa d’Avorio. È venuto lì per crescere e giocare.

Dagli Stati Uniti si è trasferito direttamente al Leganés, puoi raccontarci come è successo? C’erano molti osservatori/club che lo seguivano?
Aveva attirato l’attenzione di alcune squadre/osservatori della MLS ma, per qualche motivo, probabilmente economico, non se n’è fatto nulla. Il Leganés gli ha offerto un buon accordo, ma ecco una storia divertente: non voleva lasciare la DME. Infatti si è nascosto in giro per il campus per ore quel giorno in cui doveva partire.

Rispetto agli altri giocatori, era evidente che avesse qualcosa in più? Se sì, cosa esattamente?
Al 100%, dalla prima volta che ha toccato la palla ed è esploso superando un difensore, l’ho capito. Era così veloce, così forte sulla palla e la sua rapidità era elettrizzante. Ho letteralmente detto al mio capo allenatore: questo ragazzo è il miglior giocatore che abbia mai visto dal vivo.

Yan si distingue non solo per il talento ma anche per il carattere, dato che sembra un ragazzo davvero eccezionale. Puoi dirci com’era come persona? Hai qualche storia o aneddoto dietro le quinte su di lui?
A livello personale, è sempre stato meraviglioso con i miei figli piccoli, Wes e Ceci. È rimasto in contatto con loro anche dopo essersi trasferito al CD Leganés. Era incredibilmente amichevole, cortese e gentile con tutti quelli che gli stavano intorno, cosa che colpiva davvero considerando quanto fosse giovane.

Quali erano i suoi principali punti di forza tecnici in campo?
Rapidità, aggressività sulla palla, velocità, potenza e sicurezza, tutto racchiuso in un giovane uomo pronto a conquistare il mondo.

Hai detto che faceva anche da mentore. Potresti spiegarci esattamente come faceva da mentore ai giocatori più giovani e cosa faceva?
Lo faceva più che altro con gesti semplici: controllava come stavano i miei figli sui social, metteva un braccio attorno alle spalle dei ragazzi in campo al camp, palleggiava con i più piccoli. Era molto educato con noi, con lo staff, con gli allenatori, e ogni tanto si informava con mia figlia dopo le partite importanti per sapere come fosse andata.

Puoi parlarci della tua DME Academy di Sarasota e della DME Academy in generale? Chi ha lavorato con lui durante il suo periodo lì?
La DME di Daytona è la sede madre, Sarasota è un’estensione di quella, è nata come club tre anni fa e ora ha due opzioni accademiche per pendolari a tempo pieno. Portiamo programmi accessibili al mercato della Florida. A Daytona ha lavorato con Todd, Thales e Kioki.

Hai avuto altri giocatori che poi sono diventati professionisti?
Nel complesso esistiamo solo da pochi anni, ma abbiamo avuto un bel percorso sia a Daytona sia con opportunità per i giocatori a Sarasota.
James Eliuda – George Mason
Mamadou Billo Diop: scelto come sesta scelta assoluta dai Colorado Rapids nel MLS SuperDraft 2026.
Charles Dodzi – Tacoma Defiance – Seattle Sounders
Adrian Biaggi – Nazionale U20 portoricana
A Sarasota, abbiamo avuto tre giocatori andati in prova:
Lucas Turasz – 2010 – Sporting Lisbona
Dylan Honorato – 2009 – Braga
Kevn Moya Rios – 2010 – Estoril Praia

Tornando a Yan, che percentuale del suo potenziale pensi abbia raggiunto finora? Ha ancora enormi margini di crescita?
È giovane, è umile, è affamato – penso che possa diventare un top player a livello mondiale e non potrei essere più felice per lui.

Ci sono state notizie di interesse da parte di Liverpool e PSG. C’è un allenatore o uno stile di gioco particolare che pensi gli si addica di più?
Dio avrebbe un impatto in entrambe le squadre. Credo che Luis Enrique potrebbe trasformare Dio in un top player a livello mondiale. Si vede dal suo curriculum nel far crescere giovani stelle fino a portarle tra i migliori talenti.

Per chi non lo ha mai visto giocare, a quale giocatore pensi assomigli di più da un punto di vista tecnico?
Dio è unico, attacca con sicurezza con entrambi i piedi, guarda cosa ha fatto contro Hincapie e Kimmich. È un giovane Thierry Henry.

C’è un messaggio che vorresti mandargli pubblicamente?
Abbiamo passato insieme solo poche occasioni, ma sono molto felice per lui. Se lo merita. Voglio ringraziarlo per la sua gentilezza verso gli atleti di Sarasota e i miei figli. È un grande ragazzo.

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