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Ciclismo

Tour, Pogacar e Vingegaard svegliati ad orari assurdi per l’antidoping: le loro parole

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Pogacar Vingegaard

Notte agitata per i big: l’ITA bussa alle 2 di notte

La vigilia della quindicesima tappa del Tour de France 2026, con arrivo al Plateau de Solaison, è stata tutt’altro che riposante per i protagonisti della classifica generale. Tanto Jonas Vingegaard quanto Tadej Pogačar hanno rivelato a Eurosport di essere stati svegliati durante la notte per i controlli antidoping dell’International Testing Agency.

Il danese ha ricevuto il bussare alla porta alle 2 di notte: «Immagino che l’ITA non mi abbia permesso di dormire molto. Stavo dormendo benissimo, poi qualcuno ha bussato alle 2 di notte. È stata una grande sorpresa». La procedura lo ha tenuto sveglio circa quaranta minuti: «Penso che ci abbiano messo circa 40 minuti prima che potessi tornare in camera. Non è stata la migliore delle notti. Mi sento comunque bene, ma non è stata la migliore delle notti. Non posso cambiarlo, fa parte del gioco». Vingegaard ha però espresso una riserva sul timing: «Ovviamente è bene che testino, ma quando influisce sulle prestazioni e sul sonno non mi sembra positivo. Spero di non essere l’unico, perché deve essere uguale per tutti», parole riportate da Domestique.

Pogačar svegliato alle 5: caffè, Eminem e niente sonno

Lo sloveno ha vissuto un risveglio ancora più drastico: il controllo è arrivato alle 5 del mattino, impedendogli di tornare a dormire. «Non alle 2, ma alle 5 di mattina. Vado sempre a letto tardi, quindi è stato un grande shock svegliarmi con solo quattro ore di sonno, ma ho avuto una mattina molto tranquilla». Per prepararsi alla tappa Pogačar ha optato per un mix insolito: «Non riuscivo a riprendere sonno, quindi stavo rilassandomi ad ascoltare qualche vecchio successo di Eminem e facendomi il caffè, completamente caffeato e pronto per iniziare la giornata. È stato sicuramente uno shock essere svegliato nel mezzo dei sogni».

Il campione del mondo ha poi contestualizzato il tutto: portare la maglia gialla significa sottoporsi a controlli quotidiani, dopo le tappe e in qualsiasi momento. «Vado ogni giorno. Ogni giorno quando hai la maglia gialla hai il controllo dopo la tappa, dopo gli obblighi con i media e tutto il resto. Vengono anche casualmente la mattina durante il Tour, e oggi hanno scelto la notte». E una parola anche per i funzionari antidoping: «Mi dispiace anche per le persone che vengono a fare i controlli, perché immagino che alcuni corridori si arrabbino con loro. Ma stanno solo facendo il loro lavoro. Sono i loro capi a prendere le decisioni».

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