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Tour, qual è la motivazione per questi controlli antidoping notturni? Naesen rivela una voce che ha sentito: “Starebbero cercando…”

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Tour de France

Naesen indica l’ormone della crescita come possibile obiettivo

Il dibattito sui controlli antidoping notturni al Tour de France 2026 si arricchisce di un elemento nuovo. Oliver Naesen, intervenuto all’HLN Wielerpodcast, ha indicato l’ormone della crescita come la possibile sostanza al centro dell’operazione di test che ha coinvolto nella notte Jonas Vingegaard, Tadej Pogačar e poi altre nove squadre. «Ci sono prodotti dopanti che rimangono nel sangue per sole tre ore circa — ha spiegato il belga — Sento dire che starebbero cercando l’ormone della crescita. È la prima volta che sento qualcosa del genere, questa caccia all’ormone della crescita». Naesen non ha indicato la fonte delle sue informazioni, e né l’ITA né le autorità francesi hanno confermato quale sostanza, metodo o informazione abbia motivato i controlli.

Il dilemma: finestre di rilevamento brevi e diritti degli atleti

Il corridore ha riconosciuto che la brevità della finestra di rilevamento di certi prodotti pone le autorità antidoping di fronte a un dilemma concreto: «Fino a che punto si dovrebbe poter testare i corridori in ogni momento della giornata? Quando esistono davvero prodotti dopanti rilevabili solo per tre ore, può essere allettante». Pur comprendendo la logica degli organismi di controllo, Naesen ha però tracciato una linea: «Le autorità antidoping devono testare nel momento in cui conta. Eppure non ho assolutamente alcuna conoscenza di doping nel gruppo».

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«Alle 2 di notte si esagera»

Naesen ha raccontato di essere stato testato personalmente la settimana precedente, descrivendo un’esperienza rispettosa e informale: un caffè insieme, dieci minuti di attesa prima del prelievo, tutto gestito in modo amichevole. Ben diversa, a suo avviso, la situazione di chi viene svegliato nel cuore della notte: «Fa tutto parte dello sport ed è accettato e incoraggiato da entrambe le parti. Ma le 2 di notte sono estremo. Penso che si debba trovare un limite a quello a cui si può sottoporre un atleta. I controlli antidoping fanno ovviamente parte dello sport, ma non ho mai vissuto un controllo nel mezzo della notte. Questo non avviene in nessun altro sport».

FAQ:

Cosa ha detto Naesen sull’obiettivo dei test notturni al Tour 2026?
Il belga ha ipotizzato che i controlli puntassero all’ormone della crescita, una sostanza che secondo quanto riferito resterebbe rilevabile nel sangue per sole tre ore circa.

L’ITA ha confermato quale sostanza cercassero i test notturni?
No. Né l’ITA né le autorità francesi hanno comunicato quale sostanza, metodo o informazione abbia motivato i controlli notturni.

Naesen è contrario ai controlli antidoping notturni?
Non in assoluto: comprende la logica delle autorità quando le finestre di rilevamento sono brevissime. Ritiene però che le 2 di notte rappresentino un limite estremo e che si debba trovare una soglia accettabile per la tutela degli atleti.

Naesen sospetta doping nel gruppo del Tour 2026?
No: ha dichiarato esplicitamente di non avere alcuna conoscenza di doping nel peloton attuale.

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