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Ciclismo

Pogacar ritorna sul Tour 2020: “Quando ho visto Roglic arrivare al traguardo, ho avuto il cuore spezzato. Non ero felice come…”

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pogacar alpe d'huez

C’è una vittoria che Tadej Pogacar non ha mai celebrato davvero. La cronometro della Planche des Belles Filles al Tour de France 2020 — quella che in pochi minuti ha ribaltato 57 secondi di distacco e sottratto la maglia gialla a Primoz Roglic all’ultima occasione utile — è rimasta per lui avvolta da emozioni contrastanti. A distanza di anni, ospite del podcast Tour 202, il cinque volte vincitore del Tour ha ripercorso quella giornata con una franchezza insolita.

«Avevo il cuore spezzato»

«L’intera situazione era strana», ha esordito Pogacar. «Primoz era il numero uno del ciclismo sloveno da tempo. Stava vincendo tutto ed era già una leggenda». Prima di quella cronometro, lo sloveno della UAE aveva già messo da parte le ambizioni da classifica: «Prima della partenza ero soddisfatto del secondo posto. Mi ero mentalmente preparato a quello nei giorni precedenti».

Poi tutto è cambiato in pochi chilometri. Pogacar ha prodotto la migliore prestazione cronometro della giornata, Roglic ha ceduto sulla salita finale e la maglia gialla è passata di mano. Ma quando il corridore della Visma è arrivato al traguardo con il volto segnato dalla sconfitta, qualcosa si è incrinato anche nel neo-vincitore del Tour.

«Quando l’ho visto arrivare al traguardo, ho avuto il cuore spezzato. Non ero felice come avrei dovuto essere». E ancora: «È stato probabilmente lo stesso per tutta la Slovenia e per tutti i tifosi. Non riuscivo a crederci».

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Una settimana senza festa

Quel disagio non è svanito con il podio di Parigi. «Nella settimana dopo la gara ero a casa e non ho festeggiato la vittoria come ho fatto l’anno dopo», ha ammesso Pogacar. «È stato difficile anche per me». Anni dopo, rivedendo quelle ore, lo sloveno dice di essersi rimproverato: «Mi sono sempre detto che avrei dovuto festeggiare di più in quel momento. Invece mi sentivo molto giù».

Anche il ritorno in Slovenia aveva portato tensioni: una parte dei tifosi sloveni, schierati con Roglic, non aveva accolto benevolmente il ribaltone. «Ho festeggiato di più nel 2021», ha detto Pogacar, sintetizzando in poche parole il clima di quell’estate.

«Roglic è una leggenda, un eroe»

Nonostante tutto, l’ammirazione di Pogacar per il connazionale non ha mai vacillato. «Primoz ha dimostrato di essere un campione di altissimo livello e una leggenda di questo sport. Ha fatto davvero tanto per il ciclismo e per lo sport sloveno». Il ricordo va addirittura agli esordi: «Ricordo il suo esordio al Giro, quando mancò la vittoria di tappa a cronometro per meno di un secondo. Qualcosa di incredibile». La chiusura è un augurio sincero: «Spero che possa tornare ai livelli del passato ed essere competitivo».

FAQ

Come ha reagito Pogacar alla vittoria al Tour 2020?
Con emozioni contrastanti: ha ammesso di aver avuto il cuore spezzato nel vedere Roglic arrivare al traguardo, e di non aver festeggiato la vittoria come avrebbe voluto.

Di quanto distacco ha ribaltato Pogacar il Tour 2020?
57 secondi di distacco sulla penultima tappa, la cronometro della Planche des Belles Filles, l’ultima prova contro il tempo della corsa.

Pogacar e Roglic hanno un buon rapporto?
Sì. Pogacar ha sempre espresso profonda stima per il connazionale, definendolo una leggenda, un eroe e un idolo per ogni giovane ciclista.

Perché Pogacar ha festeggiato di più la vittoria del Tour 2021?
Le tensioni con i tifosi sloveni schierati con Roglic e il disagio per la sconfitta del connazionale avevano reso la vittoria del 2020 difficile da celebrare. Nel 2021 il contesto era diverso.

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