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Van Aert ed Onley commentano la caduta e il ritiro di Pogacar: “Ero pronto a lottare contro di lui e gli altri fino a…”

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Pogacar Van Aert

Van Aert e Onley sulla caduta di Pogačar: “Una grande perdita per la corsa”

La caduta e il ritiro di Tadej Pogačar hanno segnato profondamente l’ottava tappa della Vuelta a España 2026, lasciando un segno che va ben oltre la classifica generale. Wout van Aert e Oscar Onley, entrambi coinvolti a vario titolo nella giornata di Xeraco, hanno raccontato le loro impressioni a fine tappa, tracciando anche un quadro di come cambierà la corsa da domani in poi.

Van Aert: “Ero pronto a lottare con lui fino a Granada”

Per Van Aert la giornata aveva un doppio significato. Poco prima della caduta di Pogačar, il belga aveva conquistato punti preziosi allo sprint intermedio di Simat de Valldigna, nel duello per la Maglia Verde che lo opponeva direttamente allo sloveno. Un duello che ora non esiste più.

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“Penso che iniziamo a essere stanchi, forse è uno dei motivi delle cadute. La caduta di Pogačar è una grande perdita per la corsa, ed è qualcosa che raramente gli è capitato. Spero che si riprenda bene. Ci mancherà in gara. Poco prima di quella caduta, avevo conquistato altri punti nello sprint intermedio. Ero pronto a lottare contro di lui e gli altri fino a Granada. Ora, con lui fuori dalla contesa, sarà diverso.”

Negativa anche la volata finale, dove il treno della Visma|Lease a Bike non ha funzionato. Matthew Brennan, che puntava al tris, ha chiuso solo decimo. “È stato davvero un peccato perché avevamo la gara sotto controllo per tutta la tappa e poi ci siamo rovinati le possibilità nell’ultimo rettilineo. Ho sentito Laporte dietro di me, quindi pensavo fossimo tutti lì. Sono partito di scatto, ma solo quando mi sono spostato ho visto che Brennan non era sulla mia ruota. È un vero peccato, ma a volte va così. C’era il caos, ci siamo persi di vista e non c’era alcuna possibilità di recuperare.”

Onley: “Stavamo andando davvero veloci, è stato spaventoso”

Oscar Onley è stato uno dei corridori finiti a terra nella caduta che ha travolto Pogačar. Il leader della Netcompany-Ineos è riuscito a ripartire senza conseguenze gravi, ma lo spavento è stato forte.

“Sono caduto nell’incidente con Pogačar. In realtà sono stato davvero fortunato. Spero che Tadej stia bene, perché stavamo andando davvero veloci ed è stato piuttosto spaventoso. Ne sono uscito abbastanza indenne. Non ho idea di cosa sia successo. Eravamo dietro alla UAE e alla Visma, e all’improvviso c’erano corridori a terra ovunque. Non puoi fare altro che frenare e cercare di restare in piedi.”

Il 23enne britannico ha anche puntato il dito sull’inutile nervosismo del finale: “Oggi è stato davvero caotico. Quando la tappa è facile, immagino che tutti stiano dormendo. Nel finale, invece, sono tutti freschi e desiderosi di un vero sprint finale. Ovviamente, tutte le cadute sono inutili, ma sembrava che oggi non ci fosse alcun motivo per stressarsi.”

Una corsa che cambia, ma gli obiettivi di Onley restano gli stessi

Con Pogačar fuori dai giochi, la Vuelta si apre a scenari nuovi. Onley, però, non cambia prospettiva: “Penso che ora la gara sarà piuttosto diversa. Sarà molto più aperta. I miei obiettivi non cambiano e nemmeno i miei avversari. Per me, in realtà, non cambia nulla. Ma forse per le vittorie di tappa, le fughe e cose del genere, ora ci saranno maggiori opportunità.”

FAQ

Van Aert era coinvolto nella caduta di Pogačar?
No, Van Aert non è rimasto coinvolto nella caduta. Poco prima dell’incidente aveva però disputato lo sprint intermedio di Simat de Valldigna per la Maglia Verde.

Chi è Oscar Onley?
Oscar Onley è un corridore britannico di 23 anni che corre per la Netcompany-Ineos e punta alla classifica generale della Vuelta 2026.

Onley ha riportato conseguenze dalla caduta dell’ottava tappa?
No, il britannico è riuscito a ripartire dopo la caduta senza particolari conseguenze fisiche.

Come cambia la Vuelta 2026 senza Pogačar secondo i corridori?
Sia Van Aert che Onley concordano che la corsa sarà più aperta, con maggiori opportunità per le fughe e le vittorie di tappa. La lotta per la classifica generale si ridisegna attorno ai nuovi protagonisti.

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