Ciclismo
Giulio Pellizzari: “Il podio è alla nostra portata. Senza Pogačar, gli scenari non si contano. Sarà un Mondiale…”
Pellizzari carico per il Mondiale di Montréal: “Il podio è alla nostra portata, sarà una corsa aperta come poche”
Giulio Pellizzari si presenta alla prova in linea dei Mondiali di Montréal 2026 motivato e con fiducia nelle possibilità dell’Italia. Il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe, classe 2003, ha vissuto una stagione altalenante, con un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative per problemi fisici, ma una seconda parte dell’anno in crescita, cinque vittorie complessive e il successo nella classifica generale del Tour of the Alps.
«Sono motivatissimo, era da inizio stagione che ne parlavo con il ct Roberto Amadio», ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. «Siamo un gruppo bello e forte. Viviamo le cose nel modo giusto ed è la chiave per il successo, secondo me. Non abbiamo il fenomeno in squadra, ma se correremo uniti, e divertendoci, potremo dire la nostra. Il podio non è impossibile. Lo considero alla nostra portata.»
La lettura della gara: “Scenari infiniti senza Pogačar”
La preparazione in vista del Mondiale si è concentrata sull’esplosività, caratteristica fondamentale su un percorso come quello canadese. Pellizzari si aspetta una corsa aperta e movimentata: «Evenepoel, Seixas, Del Toro. Con il Belgio che avrà pure Van Aert, sarà la Nazione di riferimento insieme alla Francia. Ma senza Pogačar, gli scenari non si contano. Le dinamiche delle Nazionali sono diverse da quelle delle squadre di club. Sarà un Mondiale aperto come pochi, appassionante. Il dislivello non supera i 4.000 metri, ma penso a una corsa abbastanza dura, con tante azioni da lontano.»
L’Italia: tante frecce, nessun leader designato
Accanto a Pellizzari ci saranno Giulio Ciccone, Alberto Bettiol, Christian Scaroni, Lorenzo Finn, Davide Piganzoli, Mattia Cattaneo e Matteo Trentin. Il classe 2003 rifiuta l’etichetta di capitano unico: «Leader… Non so se è la parola giusta, perché siamo in diversi ad andare forte. Il paragone è quello di un arco con diverse frecce, con la filosofia di mettere davanti a tutto il bene dell’Italia. Questo lo penso io, ma sono sicuro che lo pensano pure tutti gli altri.»
FAQ
Pellizzari si considera il capitano dell’Italia al Mondiale di Montréal?
No, preferisce il paragone delle “frecce di un arco”: l’Italia ha più opzioni e il collettivo viene prima di tutto.
Qual è l’obiettivo dell’Italia nella prova in linea al Mondiale di Montréal?
Secondo Pellizzari il podio è alla portata, a patto di correre uniti e sfruttare tutte le opportunità che si presenteranno.
Chi indica Pellizzari come favoriti al Mondiale?
Evenepoel, Seixas e Del Toro, con il Belgio come nazione di riferimento anche grazie a Van Aert. Sottolinea però che senza Pogačar gli scenari sono infiniti.
Come è andata la stagione 2026 di Pellizzari?
Cinque vittorie e il successo al Tour of the Alps, ma un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative per problemi fisici. La seconda parte della stagione è stata in crescita.
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