Ciclismo
Ecco perché Pogacar non ha vinto nell’ultima settimana per Storer: “Il pubblico…”
L’atleta della Tudor ha svelato degli importanti retroscena sull’atteggiamento di Pogacar nell’ultima parte del Tour
La terza settimana del Tour de France non ha appassionato per i tifosi e, a sorpresa, non ha visto nessuna vittoria di Tadej Pogacar. Si è parlato molto del suo atteggiamento e del perché non ha corso all’attacco e le teorie circolate sono molte altre. A distanza di diversi giorni si è espresso a riguardo Michael Storer, atleta della Tudor che era al Tour de France.
L’australiano, durante la trasmissione Domestique Hotseat, ha raccontato quanto ha visto mentre era in mezzo al gruppo, chiarendo che per lui quella di Pogacar e della UAE è stata forse una scelta spinta da quanto successo ai bordi delle strade:
“So che, una volta sicuramente, Tadej ha deciso di non vincere la tappa. Era la numero 14, quella con arrivo a Superbagnères, che ha poi vinto Thymen Arensman. Ho trovato strano, quel giorno, che la UAE avesse tirato a tutta per tutto il giorno e poi lui, sull’ultima salita, non avesse fatto nulla. Per quello che mi hanno riferito, lungo la strada ci sono stati dei versi di disapprovazione da parte del pubblico presente e quindi i direttori della squadra hanno deciso che quel giorno era meglio che Pogačar non vincesse, in modo da tenere i tifosi francesi dalla loro parte.
E penso che abbiano tenuto in conto la cosa anche durante l’ultima settimana del Tour: non volevano vincere tutto. A La Plagne può anche essere che non avesse le gambe, ma a Superbagnères aveva proprio detto ai compagni che non voleva vincere. Però se sai già che non vuoi vincerla, potresti lasciar andare subito la fuga e non spremere la squadra per tutto il giorno. Forse io sono un po’ troppo della vecchia scuola, ma penso che abbia molto più senso fare così. Anche perché si vedeva che i ragazzi della UAE erano molto stanchi a fine Tour, e anche lo stesso Tadej sembrava stanco.
Non penso che correre in quel modo possa essere considerato un atteggiamento difensivo. Io penso che uno come Pogačar non dovrebbe puntare a vincere tutte le tappe. Si potrebbe anche dire, a volte, che quando le squadre più grandi lasciano andare la fuga, di fatto hanno deciso di lasciarti vincere. A volte, però, la fuga riesce anche a stare davanti nonostante dietro la vogliano riprendere. In quel caso, per certi versi, si può anche dire che è una vittoria che ancora conta. Alla Vuelta a España 2025 non ci sarà Tadej e magari torneremo a vedere fughe con 10 minuti di vantaggio. Però, non ci sarò neanche io…”.
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