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Ciclismo

Le parole di Ciccone e Vingegaard dopo la tappa di oggi: “Ho colpito il terreno piuttosto duramente, ma…”

La seconda tappa della Vuelta si è chiusa con un bel duello tra il danese e l’italiano vinto dal primo per pochissimi centimetri

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Ci si aspettava un po’ di spettacolo visto l’arrivo in salita e così è stato: alla Vuelta Ciccone e Vingegaard ci hanno regalato un bel duello finale. Alla fine a spuntarla, per un paio di centimetri, è stato il danese che ha conquistato così anche la maglia rossa. Nonostante una caduta ai -26 chilometri dall’arrivo Jonas è riuscito a rispondere alla fiammata dello scalatore della Lidl-Trek che ha perso l’inerzia proprio negli ultimissimi metri.

Queste le parole dei due protagonisti di giornata, prima quelle di Vingegaard e poi quelle di Ciccone ad Eurosport:

JONAS VINGEGAARD

SULLA VITTORIA – “Non ti lasci sfuggire l’opportunità di vincere una tappa, ovviamente. Quando ho visto l’occasione, ho deciso di provarci. Sono davvero contento; è passato molto tempo dalla mia ultima vittoria, a dire il vero. Sono contento di come mi sentivo e di come ha lavorato la squadra. E, naturalmente, della maglia rossa”.

SULL’ARRIVO – “A dire il vero, non pensavo che sarebbe stato possibile sorpassare Ciccone prima dell’ultima curva, ma dopo la curva il distacco era ancora un po’ più lungo del previsto. Per fortuna, sono riuscito a superarlo”.

SULLA CADUTA – Ho colpito il terreno piuttosto duramente, ma non sembra che abbia riportato ferite gravi. Ho qualche graffio, ovviamente, ma poiché era così scivoloso, sono scivolato per lo più e non mi sono procurato tagli sull’asfalto”.

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GIULIO CICCONE

SULL’ARRIVO – “Ero un po’ intrappolato negli ultimi cinquecento metri, con Ayuso davanti a me. Ho seguito il mio intuito, ma forse è stato un po’ prematuro. Era troppo difficile da mantenere. Le mie gambe sono molto buone, ma è un peccato non aver vinto. Era un obiettivo davvero importante. Volevo davvero conquistare la maglia. Ma continueremo a provarci”.

SULLA CADUTA DI VINGEGAARD“Non si può capitalizzare quando un grande campione è a terra”.

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