Seguici su

Calcio

Cos’è il Financial Fair Play e come funziona

Pubblicato

il

UEFA logo

Cos’è il Financial Fair Play

Il Financial Fair Play (FFP) è il regolamento introdotto dalla UEFA nel 2011 con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica dei club calcistici europei. L’idea alla base è semplice: le squadre non possono spendere più di quanto guadagnano, evitando che i proprietari più ricchi accumulino debiti illimitati per dominare il mercato.

Come funzionava il sistema originale

Nel sistema originale, il principio cardine era il cosiddetto break-even: ogni club doveva dimostrare di non aver speso più di quanto incassato nell’arco di un triennio. Le entrate considerate includevano i proventi da botteghino, diritti televisivi, sponsor e cessioni di giocatori. Le uscite comprendevano stipendi, acquisti di cartellini e costi operativi.

Era consentito uno scostamento massimo di 5 milioni di euro nel triennio, oppure fino a 30 milioni se la differenza veniva coperta direttamente dai proprietari del club.

Quanto ne sai di calcio? Mettiti alla prova con il nostro quiz interattivo con ben 8 categorie (calciodle, wordle, l’impiccato, indovina dalla carriera ecc…) e che si aggiorna ogni 24 ore!

Le sanzioni previste

I club che violavano le regole del Financial Fair Play andavano incontro a una serie di sanzioni progressive. Le più lievi prevedevano ammende e limitazioni al numero di giocatori iscrivibili alle competizioni europee. Le più severe potevano arrivare all’esclusione dalle coppe europee, come avvenuto in passato con casi che hanno coinvolto club di primo piano.

Non perderti: La classifica degli sponsor di maglia in Serie A 2025/26: Milan in testa, sorprese Sassuolo e Fiorentina

Il nuovo sistema: il PSR

Nel 2022 la UEFA ha riformato profondamente il sistema, sostituendo il vecchio FFP con il Football Sustainability Regulations (PSR), entrato in vigore dalla stagione 2023/2024. Il nuovo regolamento introduce tre parametri principali da rispettare simultaneamente.

Il primo è la regola del break-even aggiornata: le perdite consentite salgono a 60 milioni di euro in tre anni. Il secondo è il tetto al costo della rosa: la spesa per stipendi, ammortamenti dei cartellini e commissioni agli agenti non può superare il 70% dei ricavi del club. Il terzo riguarda il debito: i club non possono accumulare passività superiori a 60 milioni di euro verso altri club, dipendenti o autorità fiscali.

I casi più celebri

Nel corso degli anni il Financial Fair Play ha portato a procedimenti contro alcuni dei club più importanti d’Europa. Il Manchester City è stato al centro di una lunga vicenda legata a presunte irregolarità nelle dichiarazioni dei ricavi, con un processo sportivo ancora in corso. Il Paris Saint-Germain ha ricevuto sanzioni in passato per gli squilibri di bilancio legati agli acquisti di Neymar e Mbappé. La Juventus ha invece affrontato procedimenti legati alla gestione delle plusvalenze.

I limiti del sistema

Il Financial Fair Play ha ricevuto critiche da più fronti. I club più piccoli sostengono che favorisca di fatto le squadre già ricche, che partono con ricavi più alti e possono quindi permettersi rose più costose. Altri osservatori sottolineano che i meccanismi di controllo sono stati spesso aggirabili tramite operazioni creative di bilancio. La riforma del 2022 ha cercato di rispondere a queste critiche, ma il dibattito sulla reale efficacia del sistema rimane aperto.

FAQ

Cos’è il Financial Fair Play? È il regolamento UEFA che impone ai club europei di non spendere più di quanto guadagnano, per garantire la sostenibilità finanziaria del calcio.

Quali sono le sanzioni del Financial Fair Play? Vanno dalle ammende alle limitazioni sulle rose, fino all’esclusione dalle competizioni europee nei casi più gravi.

Il Financial Fair Play esiste ancora? Dal 2023/2024 è stato sostituito dal nuovo sistema PSR, che introduce regole più articolate su perdite, costi della rosa e debiti.

Dai un’occhiata alle altre notizie uscite qui su Universo Sportivo e rimanete aggiornati sui social con Universo Calcistico.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *