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Pogacar avverte sul Fiandre: “Evenepoel può attaccare nei punti più inaspettati. Se gli lasci un vantaggio, diventa…”

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Pogacar Evenepoel

Pogacar in conferenza stampa: l’incognita Evenepoel

Alla vigilia del Giro delle Fiandre 2026, il tema della conferenza stampa era inevitabilmente uno solo: Remco Evenepoel. La sua partecipazione a sorpresa alla Ronde — annunciata il 1° aprile dopo mesi di smentite e un piano tenuto segreto fin da dicembre — ha stravolto le dinamiche tattiche della vigilia. E Tadej Pogacar, campione uscente e principale favorito, ha detto la sua con parole che non lasciano dubbi su come consideri la presenza del belga.

“Un fattore di stress in più. Con lui non si sa mai”

Pogacar ha ovviamente scelto di non sottovalutare Evenepoel, anzi. Ha riconosciuto apertamente la dimensione del problema tattico che rappresenta: «Dal mio punto di vista è positivo che ci sia un corridore come Remco. Vuole sempre attaccare da lontano e fare gara dura ben prima del traguardo. Abbiamo visto nelle ultime gare che punta sempre alla vittoria, a tutti i costi. Penso che domenica possa fare una gara davvero ottima. Credo sia in buona forma ed è sicuramente un corridore da tenere d’occhio».

E poi il passaggio più rivelatore, quello in cui lo sloveno ammette che la presenza di Evenepoel aggiunge una variabile imprevedibile alla sua gestione tattica della gara: «Remco può diventare un fattore di stress in più durante la gara. Con lui non si sa mai. Può attaccare nei punti più inaspettati. Ciò significa che bisogna essere sempre pronti. Domenica non dobbiamo perderlo di vista».

Il vero pericolo: l’attacco da lontano su terreno pianeggiante

Pogacar ha identificato con precisione lo scenario che lo preoccupa di più: «Se gli lasci un vantaggio di qualche secondo, potrebbe diventare impossibile riprenderlo. Penso che Remco possa attaccare sui tratti più pianeggianti della gara e creare così un distacco, e a quel punto sarà difficile riprenderlo».

Un attacco in pianura, da lontano, su un avversario che in cronometro non ha rivali. L’idea ha una sua logica tattica devastante: su un tracciato come quello del Fiandre, con i muri che si concentrano nell’ultima parte, Evenepoel potrebbe sorprendere nel mezzo della corsa e costruire un margine tale da resistere poi sui muri finali.

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Il contesto tattico: le squadre stanno cambiando approccio

Pogacar ha anche inquadrato come sta evolvendo la tattica collettiva nelle classiche del Nord, osservazione che vale come avvertimento indiretto: «Le squadre sembrano ora rendersi conto che possono ancora organizzarsi a 60 chilometri dal traguardo. E che è meglio agire in questo modo piuttosto che bombardarsi a vicenda con attacchi. Lo si è visto alla In Flanders Fields e alla Dwars door Vlaanderen».

Detto questo, il campione del mondo ha anche ammesso che il Fiandre è un’altra storia rispetto alle due corse citate, per lunghezza e durezza complessiva. Lasciando la porta aperta — senza sbilanciarsi — alla possibilità che anche lui possa colpire da lontano: «È molto più lunga e impegnativa, quindi dipende da come la si affronta. Ma non sto dicendo che voglio attaccare in ogni gara a 50 o 60 chilometri dall’arrivo, quindi vedremo».

Evenepoel risponde: “Non parteciperei se non pensassi di poter vincere”

Dall’altro fronte, il diretto interessato non si è nascosto dietro la logica del debuttante. Alla stessa conferenza stampa, Evenepoel ha detto chiaramente: «Non parteciperei se non pensassi di poter vincere». Una risposta a tono, da corridore che sa di essere una minaccia e non ha nessuna intenzione di fare la comparsa.

Il Giro delle Fiandre 2026 si presenta così con cinque candidati di prima fascia assoluta al via per la prima volta insieme in una sola gara: Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Pedersen ed anche Evenepoel. Una costellazione rarissima, e domenica la risposta sarà su 278 chilometri di muri, pavé e attacchi da ogni direzione.

FAQ

Cosa ha detto Pogacar su Evenepoel alla vigilia del Giro delle Fiandre 2026? Pogacar ha definito Evenepoel un “fattore di stress in più” in gara, sottolineando che il belga può attaccare nei punti più inaspettati e che, se gli si lascia anche solo qualche secondo di vantaggio, può diventare impossibile riprenderlo.

Perché Pogacar teme gli attacchi in pianura di Evenepoel? Evenepoel è uno dei migliori cronoman del mondo e ha capacità di sostenere sforzi prolungati ad alta intensità. Un suo attacco sui tratti pianeggianti, lontano dai muri finali, potrebbe costruire un margine difficilmente recuperabile dai corridori che puntano invece ai muri del finale.

Evenepoel ha risposto alle domande sul suo obiettivo al Fiandre? Sì. Evenepoel ha dichiarato esplicitamente che non avrebbe partecipato se non avesse pensato di poter vincere, escludendo quindi una partecipazione difensiva o di semplice esperienza.

Per Pogacar è la terza partecipazione al Giro delle Fiandre? Sì. Pogacar ha vinto il Fiandre nel 2023 e nel 2025 e domenica punta alla terza vittoria, che lo porterebbe a quota 12 successi nelle Classiche Monumento in carriera.

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