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Ciclismo

Vanthorenhout apre al futuro da classicista per Evenepoel: “Nelle corse di un giorno è assolutamente uno dei migliori al mondo — e questo…”

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Remco Evenepoel

Un inizio di 2026 tra luci e ombre

La prima stagione di Remco Evenepoel alla Red Bull-Bora-hansgrohe ha raccontato due facce opposte dello stesso corridore. I lampi di gennaio e febbraio — vittorie alla Challenge Mallorca, doppietta e classifica alla Volta Valenciana — avevano alimentato grandi aspettative. Poi le delusioni nelle corse a tappe: lo UAE Tour e la Volta a Catalunya non hanno dato i riscontri sperati. La svolta è arrivata in modo inatteso: per la prima volta in carriera, Evenepoel ha preso il via del Giro delle Fiandre 2026, chiudendo terzo dietro a Pogacar e Van der Poel con una prestazione che ha riaperto un dibattito antico nel ciclismo belga — quello sulla vocazione del bi-campione olimpico di Parigi 2024.

Vanthorenhout: “Nelle Classiche è assolutamente uno dei migliori al mondo”

Il punto di vista più autorevole sul futuro di Evenepoel arriva da Sven Vanthorenhout, ex CT della Nazionale belga e oggi suo direttore sportivo alla Red Bull-Bora-hansgrohe, intervistato da WielerFlits: «Per dirla chiaramente, io ho già sostenuto che Remco sia ancora capace di fare ottime cose sul piano dei Grandi Giri. Ma, al momento, il suo storico dice che nelle corse di un giorno è assolutamente uno dei migliori corridori al mondo. E penso che questo diventerà ancora più evidente nei prossimi anni. Evenepoel è semplicemente un corridore che va forte dappertutto».

La scintilla del Fiandre: come è nata la decisione

Vanthorenhout ricostruisce anche la genesi della partecipazione di Evenepoel alla Ronde, che non è stata una scelta improvvisata: «Ha visto la squadra in azione durante le Classiche di apertura e quello ha fatto scattare la scintilla in lui. Era una cosa che aveva in testa da qualche tempo, ma quel momento ha sicuramente aiutato. Non era certo un segreto che Remco avesse le qualità per fare bene in una corsa come la Ronde, pensando soprattutto al chilometraggio e alla difficoltà del percorso».

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Il ruolo nel gruppo classiche: “Non come uno un gradino sopra gli altri”

Il ds tocca anche un aspetto tattico e umano spesso sottovalutato: come Evenepoel si è inserito in un gruppo già consolidato di specialisti del pavé. «Nel contesto delle Classiche, è lui a doversi inserire in un nucleo consolidato di corridori e non viceversa, come magari capita quando deve fare una corsa a tappe. Era questa la cosa che lui ha avuto chiara fin da subito e per tutti è stato importante capire che, con o senza Remco, le fondamenta del gruppo delle Classiche rimanevano immutate. Evenepoel si è calato in questo scenario, comportandosi come uno dei componenti di questo gruppo e non come uno che stesse un gradino sopra gli altri».

Niente Roubaix 2026: “In squadra non se n’è mai parlato”

Sul fronte Parigi-Roubaix, dove il nome di Evenepoel aveva cominciato a circolare dopo il podio al Fiandre, Vanthorenhout chiude ogni speculazione: «Questa non è mai stata una possibilità. Ormai penso sia evidente che il Fiandre era un’idea che girava da tempo, ma questa Roubaix non la farà e non l’avrebbe fatta qualsiasi fosse stato il risultato della Ronde. Si sono solo originate delle voci, dovute all’entusiasmo scatenato dalla sua presenza al Fiandre, ma, davvero, in squadra non se n’è mai parlato».

FAQ

Evenepoel si concentrerà sulle Classiche in futuro? Il ds Vanthorenhout non esclude i Grandi Giri, ma sottolinea che lo storico di Evenepoel parla chiaro: nelle corse di un giorno è tra i migliori al mondo. La tendenza, secondo lui, diventerà ancora più evidente nei prossimi anni.

Perché Evenepoel ha partecipato al Giro delle Fiandre 2026? Secondo Vanthorenhout, l’idea era in cantiere da tempo. La decisione si è concretizzata dopo che Evenepoel ha visto la squadra in azione alle Classiche di apertura (Omloop e Kuurne), e quella visione ha fatto scattare la scintilla definitiva.

Evenepoel correrà la Parigi-Roubaix 2026? No. Vanthorenhout ha escluso qualsiasi possibilità in modo netto: la Roubaix non era mai stata nei piani, indipendentemente dal risultato al Giro delle Fiandre. Le voci erano figlie dell’entusiasmo del momento, non di una reale discussione interna alla squadra.

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