Ciclismo
Taylor Phinney torna dopo sette anni dal ritiro: correrà con l’obiettivo delle…
Un ritorno che nessuno si aspettava
“NEVER IN A MILLION YEARS could I have predicted this… but here we are. The old horse still has some kick”: con queste parole su Instagram, Taylor Phinney ha annunciato il suo clamoroso ritorno al ciclismo agonistico. L’americano, 35 anni, aveva appeso la bici al chiodo nel 2019 a soli 29 anni — dopo una carriera falcidiata dagli infortuni — per dedicarsi alla sua passione per l’arte. Sette anni dopo, il fuoco competitivo si è riacceso in modo del tutto inaspettato, a partire da qualche uscita su gravel che si è trasformata in qualcosa di molto più serio.
La pista, non la strada
La scelta del terreno di gara è significativa: Phinney non tornerà sulle strade del World Tour, ma sui velodromi, disciplina in cui aveva costruito le fondamenta della sua carriera. L’obiettivo dichiarato è conquistare un posto nella squadra USA di inseguimento a squadre per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. L’idea gli è stata suggerita da USA Cycling e da Kratch (il team nazionale su pista), e inizialmente l’aveva scartata ridendo. “Ma con l’incoraggiamento di mia moglie Kasia Niewiadoma il seme ha cominciato a crescere, e prima di rendermene conto non pensavo ad altro che a chiudere questo ultimo cerchio della mia carriera”, ha scritto il corridore.
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Il cerchio si chiude a Los Angeles
Il legame con Los Angeles 2028 va ben oltre la geografia. Quarantaquattro anni fa, proprio ai Giochi di Los Angeles 1984, i genitori di Taylor scrissero la storia del ciclismo americano: suo padre Davis Phinney vinse due tappe al Tour de France ed era tra i protagonisti del ciclismo americano dell’epoca, mentre sua madre Connie Carpenter-Phinney conquistò la prima medaglia d’oro olimpica femminile nella storia del ciclismo su strada. Gareggiare nella stessa città, nella stessa kermesse, sarebbe per Taylor la chiusura di un cerchio familiare unico nel suo genere.
Il palmares e gli infortuni che hanno spezzato una carriera
Phinney era considerato uno dei più grandi talenti della sua generazione: campione del mondo Under-23 a cronometro e vincitore della Parigi-Roubaix U23, aveva stupito tutti al primo anno da professionista vincendo la cronometro inaugurale del Giro d’Italia 2012 — diventando il terzo americano a indossare la maglia rosa dopo Christian Vande Velde e Andy Hampsten — e chiudendo secondo ai Mondiali a cronometro a Valkenburg nello stesso anno. La carriera è stata poi devastata dalla caduta ai Nazionali USA del 2014, in cui si fratturò tibia e rotula sinistra, recidendo il tendine rotuleo e rompendo il legamento crociato posteriore: un infortunio che lo tenne fermo 15 mesi e da cui non riuscì mai a riprendersi completamente. Tre partecipazioni olimpiche (2008, 2012, 2016) prima del ritiro definitivo nel 2019.
Già al lavoro con la nazionale
Il ritorno non è solo annunciato: Phinney ha già partecipato al primo training camp con il team USA su pista, il primo allenamento in posizione da crono in quasi sette anni. “È stata la prima volta in sette anni in posizione da cronometro — e mi sono sorpreso di quanto fossi entusiasta di essere di nuovo in un contesto di squadra”, ha dichiarato. Che conquisti o meno il posto ufficiale per LA28, ha già annunciato l’intenzione di partecipare alle tappe di Coppa del Mondo per aiutare la squadra americana a qualificarsi olimpicamente.
FAQ
Perché Taylor Phinney si è ritirato nel 2019?
Phinney si ritirò a 29 anni principalmente a causa delle conseguenze di una gravissima caduta ai Campionati USA del 2014, che gli procurò la frattura di tibia e rotula, la recisione del tendine rotuleo e la rottura del legamento crociato posteriore. Da quell’infortunio non recuperò mai il livello precedente.
Qual è l’obiettivo di Taylor Phinney nel suo ritorno?
Phinney punta a conquistare un posto nella squadra USA di inseguimento a squadre per le Olimpiadi di Los Angeles 2028, gareggiando su pista dopo sette anni di inattività agonistica.
Perché Los Angeles 2028 è speciale per la famiglia Phinney?
Nel 1984, ai Giochi di Los Angeles, sua madre Connie Carpenter-Phinney vinse la prima medaglia d’oro olimpica femminile nella storia del ciclismo su strada. Gareggiare nella stessa città 44 anni dopo rappresenta per Taylor un cerchio familiare da chiudere.
Quante Olimpiadi ha disputato Taylor Phinney?
Tre: Pechino 2008 (settimo nell’inseguimento individuale su pista), Londra 2012 (quarto sia nella cronometro che nella gara in linea su strada) e Rio 2016 (22° nella cronometro).
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