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Ciclismo

Giro d’Italia, Patrick Lefevere difende il “pee bidon”: «Meglio che…»

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Victor Campenaerts

La polemica sui cosiddetti “pee bidon” — le borracce utilizzate dai corridori per urinare durante la corsa — continua a tenere banco al Giro d’Italia 2026. Dopo le sanzioni della giuria e le spiegazioni di Victor Campenaerts, a scendere in campo in difesa dei corridori è arrivato anche Patrick Lefevere.

La posizione di Lefevere

Nella sua consueta rubrica settimanale su Het Nieuwsblad, l’ex CEO della Soudal Quick-Step non ha usato giri di parole per commentare il tema caldo della settimana: «Onestamente, non vedo il problema», ha scritto Lefevere. «Cosa preferiamo? Che i corridori tirino fuori il pene dagli shorts davanti al pubblico, o che lo facciano discretamente nascondendolo in una borraccia? Io direi la seconda».

Il manager ha ricordato che questa pratica è «vecchia quanto il mondo» e ha colto l’occasione per sferrare un attacco frontale all’UCI. Secondo Lefevere, la federazione internazionale starebbe sviluppando un’ossessione per dettagli spesso irrilevanti, dimenticando le vere priorità del ciclismo.

La critica all’UCI

Il riferimento di Lefevere non è solo al caso delle borracce, ma a una lunga serie di norme recenti: dall’altezza dei calzini alla larghezza dei manubri, fino alle restrizioni sui caschi da crono nelle gare in linea. «Non so cosa stia succedendo all’UCI, ma sono così desiderosi di vietare le cose», ha commentato polemicamente.

Il manager ha poi citato la recente sconfitta legale della federazione in merito ai rapporti di trasmissione. Il tribunale di Bruxelles ha infatti bloccato il tentativo dell’UCI di limitare i rapporti (54×11), definendo la proposta priva di trasparenza e oggettività. Lefevere ha liquidato l’intera operazione come una clamorosa figuraccia: «Hanno bagnato un dito e lo hanno puntato in aria», ha detto, riferendosi a una gestione poco professionale e basata sul nulla.

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Il caso Campenaerts

La vicenda dei “pee bidon” era esplosa dopo che la giuria del Giro aveva imposto un giro di vite contro l’urina in pubblico, colpendo indirettamente chi usava la borraccia come alternativa discreta. Victor Campenaerts, indicato come il “pioniere” di questa soluzione, aveva difeso la scelta spiegando che, pedalando attraverso intere nazioni, non sempre si trovano servizi igienici o zone adatte. Il belga aveva assicurato che le borracce non venivano gettate tra il pubblico, ma consegnate ai meccanici: «Solo buone intenzioni», aveva precisato.

Nonostante la difesa di Lefevere e la natura pratica della soluzione, la giuria del Giro ha confermato il divieto. L’era del “pee bidon”, almeno ufficialmente, sembra quindi destinata a chiudersi qui.

FAQ

Cosa pensa Patrick Lefevere dell’uso delle borracce per la pipì?
Lefevere lo difende, ritenendolo un metodo più discreto rispetto a urinare davanti al pubblico.

Perché Lefevere critica l’UCI?
Accusa la federazione di essere ossessionata dal vietare dettagli estetici o tecnici superflui (calzini, manubri, borracce) perdendo di vista la realtà del ciclismo.

Cosa ha deciso il tribunale sui rapporti di trasmissione?
Ha dato ragione a SRAM e bocciato il tentativo dell’UCI di imporre limiti ai rapporti di marcia per mancanza di basi oggettive e trasparenti.

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