Ciclismo
Giro d’Italia, polemiche per “l’aiuto” delle moto alla fuga e Dversnes risponde
La tappa di Milano doveva essere quella giusta per Jonathan Milan, ma si è trasformata nell’ennesima occasione sfumata per la Lidl-Trek al Giro d’Italia 2026. La volata attesa non c’è stata: a prendersi il palcoscenico sono stati i quattro fuggitivi, arrivati a giocarsi la vittoria mentre il gruppo dei velocisti si è dovuto accontentare di lottare per le posizioni di rincalzo.
La squadra statunitense ha provato in tutti i modi a tenere chiusa la corsa, così come la Soudal Quick-Step e la Unibet Rose Rockets, ma lo sforzo collettivo non è bastato. La fuga ha retto fino al traguardo e il successo è sfuggito di mano a chi, sulla carta, sembrava avere il finale in pugno.
Milan rassegnato dopo il traguardo
Al termine della gara, Milan è apparso amareggiato e quasi senza parole. Il velocista friulano è ancora a caccia del primo successo in questo Giro e il quadro, per lui, inizia a farsi sempre più complicato. «La fuga è stata impressionante», ha detto ai microfoni di Eurosport. «Noi siamo andati a tutta, abbiamo lavorato tanto per riprenderla, ma non ci siamo riusciti. Ringrazio la squadra, anche Derek, per l’impegno, ma oggi non è bastato».
La sensazione è quella di una giornata lasciata scappare, nonostante il grande dispendio di energie delle formazioni dei velocisti. Per Milan e per la Lidl-Trek resta il rammarico di aver speso molto senza ottenere il risultato sperato.
La rabbia di Walscheid
Tra i più attivi nella fase di inseguimento c’è stato anche Max Walscheid, uomo della Lidl-Trek e tra i componenti del treno di Milan. Il tedesco non ha nascosto la propria frustrazione e nel dopo tappa ha puntato il dito su un finale che, a suo dire, è stato condizionato anche da fattori esterni.
«Sono senza parole, a dire la verità», ha spiegato. «Oggi era una giornata che aspettavamo con grande interesse, ma purtroppo la corsa è andata in un’altra direzione. È stato assurdo». Walscheid ha poi aggiunto che il ritmo tenuto dal gruppo non gli sembrava affatto insufficiente per riprendere i fuggitivi.
Secondo il tedesco, infatti, il problema potrebbe essere stato anche il comportamento delle moto al seguito della corsa. «Penso che le moto siano state troppo vicine ai battistrada. Questo ha cambiato il finale. Serve una riflessione seria su quanto i mezzi possano influenzare l’andamento della gara», ha concluso.
La risposta del vincitore
Dall’altra parte, il vincitore di giornata Fredrik Dversnes ha sorriso davanti alle polemiche. Il norvegese ha conquistato il successo da una fuga a quattro che ha saputo resistere al rientro del gruppo, regalando alla Uno-X Mobility una vittoria storica al Giro.
Quando gli è stato chiesto delle accuse di moto troppo influenti, Dversnes ha risposto con il suo tipico tono secco: «In realtà nella fuga c’erano quattro moto molto forti», ha scherzato, riferendosi ai quattro uomini andati all’attacco. «Chi parla di motorpacing sa bene che nel ciclismo è una cosa nota. Se il risultato non va bene, è normale che qualcuno si lamenti».
Per il norvegese, comunque, il successo non è stato casuale. «Sapevo che era una buona occasione per me perché vado bene nelle fughe. Questa era la mia grande chance», ha raccontato. «Ho iniziato a crederci davvero a cinque chilometri dall’arrivo, anche se già prima il distacco non scendeva come pensavamo».
FAQ
Jonathan Milan ha vinto la tappa di Milano?
No, la vittoria è andata al norvegese Fredrik Dversnes in fuga.
Perché la Lidl-Trek è arrabbiata?
Perché ha lavorato tutto il giorno per riportare la corsa sotto controllo, ma la fuga è arrivata comunque al traguardo.
Cosa ha detto Max Walscheid?
Ha criticato il finale e ipotizzato che le moto possano aver favorito la fuga.
Chi ha vinto la tappa?
Fredrik Dversnes, davanti a Marco Maestri e Martin Marcellusi.
Dai un’occhiata alle altre notizie uscite qui su Universo Sportivo e rimanete aggiornati sui social con Universo Calcistico.
