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Ciclismo

Vuelta, Pogacar spiega l’attacco: “Non pensavo ad un attacco del genere. Mi son detto che non volevo trovarmi…”

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Tadej Pogacar Vuelta 2026

Tadej Pogacar scrive un’altra pagina del suo leggendario ciclo alla Vuelta a España 2026. La terza/quarta tappa, con arrivo ad Andorra la Vella dopo la cancellazione della giornata precedente per grandine, ha visto lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG lanciarsi in una cavalcata solitaria di 50,3 chilometri che ha distrutto la classifica generale. Tre tappe disputate, distacchi già abissali.

L’attacco: un’improvvisazione diventata impresa

Pogacar ha raccontato come sia nata la mossa decisiva, frutto di un momento di lucidità più che di un piano prestabilito: «Non pensavo a record o a un attacco del genere oggi. Tuttavia il ritmo è stato molto alto fin da subito sulla prima salita e quella successiva l’abbiamo presa a tutta. Quando Jay Vine si è sfilato e mi son trovato sulla ruota dei corridori della Decathlon mi son detto che non volevo trovarmi isolato, così appena possibile mi sono mosso».

Una volta scattato, il calcolo è diventato semplice quanto brutale: «Ho provato sapendo che sarebbe stata lunga e speravo di riuscire a tenere fino alla fine. Non è stato semplice, ma è stata una gran giornata».

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«Possiamo star tranquilli per le prossime settimane»

Il vantaggio accumulato è tale da rendere la gestione della maglia rossa relativamente agevole. Pogacar lo sa e non lo nasconde: «Guadagnare qualcosa va sempre bene, ma oggi direi che possiamo esser molto soddisfatti. Possiamo star tranquilli e fiduciosi per le prossime settimane, procedendo giorno per giorno senza troppo stress. Proveremo a controllare la corsa, anche se non sarà semplice». L’idea di indossare la maglia rossa dall’inizio alla fine della Vuelta, già dichiarata prima della partenza, non sembra più così peregrina.

Il ritorno ad Andorra: «Uno dei momenti più belli della mia carriera»

C’è anche un filo che unisce questo successo al passato. Nel 2019, alla sua prima Vuelta e primo Grande Giro in carriera, Pogacar aveva vinto proprio in Andorra, a Cortals d’Encamps, il primo grande successo della sua carriera professionale. Sette anni dopo è tornato nello stesso posto da dominatore assoluto: «All’epoca non avrei mai neanche potuto immaginare di raggiungere questi livelli. Comunque ho bellissimi ricordi qui. Penso di aver vissuto uno dei momenti più belli della mia carriera. Non lo dimenticherò mai».

FAQ

Quanti km ha attaccato Pogacar nella terza tappa della Vuelta 2026?
50,3 chilometri in solitaria fino all’arrivo di Andorra la Vella.

Perché Pogacar ha attaccato così lontano dal traguardo?
Non era nei piani: dopo che Vine si è staccato si è ritrovato in compagnia dei corridori della Decathlon e ha deciso di muoversi per non rimanere isolato senza gregari.

Pogacar aveva già vinto ad Andorra in passato?
Sì, nel 2019 a Cortals d’Encamps: era il suo primo Grande Giro e quella fu la sua prima grande vittoria da professionista.

La Vuelta 2026 è già decisa dopo tre tappe?
I distacchi sono già abissali. Pogacar non lo dice esplicitamente ma ammette che la situazione è sotto controllo e che proverà a tenere la maglia rossa fino a Granada.

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