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Le parole di Van der Poel e Matthews dopo il podio: “Sono un fan delle corse senza radio” e “Se meno squadre avessero corso insieme oltre i confini nazionali…”

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Mathieu Van der Poel Alpecin Premier Tech

Matthews argento commovente, Van der Poel bronzo: dal podio di Montréal 2026

Michael Matthews ha conquistato la medaglia d’argento al Mondiale di Montréal 2026 nel giorno del suo 36° compleanno, battendo Mathieu van der Poel nello sprint per il secondo posto dietro il vincitore solitario Brandon McNulty. Un risultato che per l’australiano vale ben più di un podio: un’embolia polmonare nel 2025, poi la rottura di entrambe le braccia in un incidente in allenamento a marzo 2026, e ora questo ritorno al vertice del ciclismo mondiale.

«Quello che ho attraversato negli ultimi due anni — l’embolia ai polmoni, pensare che la mia carriera fosse finita, rompere entrambe le braccia all’inizio di quest’anno, pensare che la mia carriera fosse finita di nuovo, e ora rimbalzare fino a essere secondo ai Mondiali — sono senza parole, onestamente», ha dichiarato a Eurosport.

«Ho detto a mia moglie all’inizio della giornata: lasciamo tutto in strada e siamo orgogliosi della gara alla fine. Quando ho tagliato il traguardo mi sono messo la testa tra le mani, quasi incredulo. Penso che questa fosse probabilmente la mia ultima opportunità di diventare campione del mondo. Ma essere secondo qui, su un circuito che molti dicevano fosse fuori dalla mia portata, per mostrare a tutti che sono ancora lì con i migliori del mondo, in questo momento sembra una vittoria.»

Il tributo per la moglie è stato tra i momenti più toccanti: «Era lì ogni secondo della giornata, ad aiutarmi a vestirmi, a tenermi motivato che grandi cose sarebbero ancora arrivate nella mia carriera. È quanto sua questa medaglia d’argento quanto lo è mia.» Con questo risultato Matthews raggiunge la sua quarta medaglia mondiale Elite in 14 partecipazioni.

Le polemiche di Matthews: “Gioco di squadra oltre i confini nazionali”

Matthews ha però anche sollevato una questione scomoda parlando a Sporza, insinuando che il mancato inseguimento di McNulty nel finale possa essere stato influenzato da dinamiche tra compagni di squadra di club che gareggiavano per nazioni diverse: «C’era un po’ di gioco di squadra tra certi corridori. Stavano correndo un po’ insieme. Se meno squadre avessero corso insieme oltre i confini nazionali, lo avremmo ripreso.» I commenti sembravano puntare alla dinamica tra i compagni di squadra alla UAE Team Emirates – XRG McNulty e Del Toro, con il messicano nel gruppo degli inseguitori mentre l’americano si involava verso il titolo.

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Van der Poel bronzo: “Ho corso la gara che volevo. Senza radio bisogna correre d’istinto”

Mathieu van der Poel ha chiuso terzo dopo aver animato la gara con attacchi ripetuti fin dai 90 km dalla fine. Una prestazione aggressiva che non gli ha regalato il secondo titolo mondiale su strada ma che lo ha convinto di aver corso esattamente come voleva.

«Ovviamente preferirei essere campione del mondo, ma ho corso la gara che volevo correre. Penso di aver corso una gara incredibilmente forte. Ero praticamente davanti a tutti gli attacchi che arrivavano da dietro. Non penso che fosse così lontano dal riuscire, ma purtroppo non è andata.»

Il neerlandese aveva attaccato più volte cercando di costringere i più forti ad agire: «Mi sentivo bene e volevo semplicemente rendere la gara dura. Soprattutto volevo essere avanti quando i grandi nomi partivano su quella salita. Non sai mai cosa può succedere: se esitano un po’ dietro e ci danno un po’ più di tempo, allora è decisamente possibile.»

Per Van der Poel la qualità dello spettacolo offerto dal Mondiale senza radio conta quasi quanto il risultato: «È la cosa più bella che ci sia, anche senza radio. Penso che produca sempre gare bellissime. L’ho già detto alcune volte, ne sono un fan. Bisogna davvero correre d’istinto. Ed è quello che mi piace fare di più.»

FAQ

Perché la medaglia d’argento di Matthews al Mondiale è così significativa?
L’australiano ha superato un’embolia polmonare nel 2025 e la rottura di entrambe le braccia nel 2026. Il ritorno al podio mondiale lo ha commosso fino alle lacrime.

Matthews ha sollevato polemiche sul finale del Mondiale?
Sì, ha insinuato che il mancato inseguimento di McNulty possa essere stato influenzato da giochi di squadra tra corridori dello stesso club che gareggiavano per nazioni diverse, senza nominare nessuno esplicitamente.

Dove ha chiuso Van der Poel al Mondiale di Montréal 2026?
Terzo, dopo aver perso il duello per l’argento contro Matthews nello sprint finale.

Van der Poel approva le gare senza radio ai Mondiali?
Sì, è un sostenitore convinto: crede che il formato senza comunicazioni produca gare più belle e naturali, dove bisogna correre d’istinto.

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