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Ciclismo

Stuyven non comprende Groenewegen: “Hanno continuato a pedalare in…” e attacca ancora gli organizzatori: “È un peccato che vadano sempre a…”

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jonathan Milan Giro d'Italia

Jasper Stuyven era a pochi metri da una vittoria di tappa inattesa al Giro d’Italia 2026. Il 34enne belga della Soudal Quick-Step ha chiuso secondo nella sesta tappa a Napoli, vinta da Davide Ballerini (XDS Astana) dopo una caduta nell’ultima curva che ha travolto gran parte dei velocisti. Paul Magnier, il vero uomo di punta della squadra in quella frazione, è stato anch’egli rallentato dall’incidente ma ha comunque recuperato per chiudere terzo. Stuyven non ha nascosto la propria frustrazione.

L’accusa ai Rockets: «Hanno pedalato in curva sul pavé»

La caduta nell’ultima curva è stata innescata da Elmar Reinders e Dylan Groenewegen degli Unibet Rose Rockets, che conducevano il treno di accelerazione nell’ultimo chilometro. Stuyven non ha giudicato l’episodio una semplice questione di sfortuna:

«Trovo un peccato che ragazzi come Elmar e Dylan, che hanno tanta esperienza, continuino a pedalare in curva sul pavé», ha detto Stuyven a Sporza. «Già pensavo fosse abbastanza audace che osassero farlo.»

Il belga ha compreso le motivazioni tattiche — nessuno vuole cedere la posizione a pochi metri dal traguardo dopo aver fatto il lavoro di conduzione — ma ha sottolineato come il pericolo fosse evidente:

«Sono nella posizione perfetta e non vogliono perderla. Ma quei cubetti di pavé sono semplicemente super scivolosi, soprattutto quando inizia a piovere.»

La bici tradisce Stuyven

La caduta ha cambiato l’intera dinamica del finale per la Soudal Quick-Step. Stuyven si trovava nella posizione giusta per lanciare Magnier, non per sprintare in prima persona. Una volta bloccato il compagno di squadra, si è ritrovato a inseguire Ballerini per la vittoria di tappa. A quel punto, però, anche la meccanica gli ha giocato contro: qualcuno, nel caos della caduta, sembra aver urtato il suo deragliatore, impedendogli di scalare le marce correttamente.

«Ho sprintato, ma non con il rapporto che volevo. Speravo di entrare nella scia di Ballerini. È un peccato che l’attrezzatura mi abbia tradito», ha dichiarato. Stuyven si è fermato prima di affermare con certezza che avrebbe vinto, ma non ha lasciato dubbi sulle proprie sensazioni: «Non dico che lo avrei sicuramente superato, ma penso che la chance sarebbe stata grande.»

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L’attacco agli organizzatori: «Stavamo su un viale larghissimo, perché andare sul pavé?»

Le critiche di Stuyven non si sono fermate ai corridori coinvolti nella caduta. Il belga ha puntato il dito anche contro la scelta degli organizzatori di disegnare un finale con una curva sul pavé, quando l’alternativa era a portata di mano:

«Siamo su un viale molto largo. Cos’ha che non va?», ha detto. «Non penso fosse necessario svoltare sul pavé. È un peccato che vadano sempre a cercarlo, soprattutto perché poteva essere evitato perfettamente.»

Stuyven ha aggiunto che le preoccupazioni erano presenti già prima che il gruppo raggiungesse il traguardo, e non solo dopo che la pioggia aveva reso il pavé scivoloso. La sua conclusione è amarissima: «È solo dopo che ne discutiamo. È un peccato.»

FAQ

Chi ha vinto la sesta tappa del Giro d’Italia 2026 a Napoli?
Ha vinto Davide Ballerini (XDS Astana), approfittando della caduta nell’ultima curva che ha travolto gran parte dei velocisti.

Cosa ha detto Stuyven su Groenewegen e Reinders?
Ha criticato la loro scelta di continuare a pedalare nell’ultima curva sul pavé bagnato, definendola un errore evitabile per corridori della loro esperienza.

Perché Stuyven non ha vinto la tappa?
Oltre alla caduta che ha bloccato Magnier, Stuyven ha subito un problema meccanico: qualcuno nel caos ha colpito il suo deragliatore, impedendogli di usare il rapporto giusto nello sprint finale.

Stuyven ha criticato anche gli organizzatori?
Sì. Ha dichiarato che il finale poteva essere disegnato sul largo viale adiacente, senza la necessità di svoltare sul pavé, e che la pericolosità del finale era prevedibile indipendentemente dalla pioggia.

Dov’è arrivato Paul Magnier nella sesta tappa?
Magnier ha chiuso terzo, nonostante fosse stato rallentato dalla caduta nell’ultima curva. Resta in testa alla classifica della maglia ciclamino.

Com’è arrivato Stuyven al secondo posto?
Stuyven era posizionato per lanciare Magnier, non per sprintare in prima persona. Quando la caduta ha bloccato il compagno, si è ritrovato a inseguire Ballerini fino al traguardo, chiudendo secondo nonostante il problema meccanico.

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