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Nessuno tocchi Giulio! – by BikePress

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Giulio Pellizzari Red Bull Bora hansgrohe

Non prendiamoci in giro, è proprio il caso di dirlo, tutti pensavamo che in questo Giro d’Italia, Giulio Pellizzari sarebbe potuto essere, se non un rivale di Vingegaard, che insieme a Tadej è il dominatore assoluto di questo ciclismo moderno, quantomeno nelle corse a tappe, un ciclista che avrebbe potuto concludere la propria kermesse rosa sul podio finale. 

Così non è stato, anzi, Giulio, complici problemi intestinali nella seconda settimana di corsa, non era riuscito a pedalare insieme ai migliori sulle prime salite, mentre oggi è crollato tagliando il traguardo con oltre 18 minuti di ritardo. 

Nessuno però, mi vien da dire, tocchi Giulio! Si perché ora è troppo semplice scagliarsi contro il ciclista marchigiano, che continua e continuerà ad essere una delle nostre punte di diamante (insieme ad esempio a quel Davide Piganzoli, anche oggi splendido e diventato ottavo in classifica generale, e a quel Lorenzo Mark Finn che siamo sicuri possa regalarci qualche soddisfazione nella sua carriera, appena iniziata praticamente).

Ripeto, sicuramente c’è della delusione, ed il primo ad essere deluso ed arrabbiato è sicuramente Pellizzari, ma è proprio questo il momento di sostenerlo ancor di più, e forse di scrollargli tutti un po’ di pressione addosso, che in una corsa italiana che non viene vinta dal successo di Vincenzo Nibali nel 2016, è stata sicuramente ancor più “pressante” per un ragazzo che ricordiamo, è alle prime esperienze da capitano, dopo la vittoria al Tour of The Alps, e che ha comunque 23 anni. 

Non perderti: Chi è Giulio Pellizzari? Tutto sul ciclista marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe: età, carriera, stipendio, peso e altezza

Inutile far paragoni con i due giganti di questo ciclismo citati prima, e neanche con quel Paul Seixas che probabilmente sarà il terzo di questa “magica triade”, ma che avrà una corsa in terra transalpina che metterà sicuramente su un banco di prova molto, molto importante per il talentino della Decathlon CMA CGM Team. 

Forza Giulio! E che il ciclismo italiano (e chi di dovere) capisca che prima di puntare (giustamente) sui talenti, bisognerebbe preservarli, creare, come detto da tantissimi addetti ai lavori, una squadra italiana che possa esser competitiva con i grandi team stranieri; che poi chissà, tra un po’ potremmo assistere a dei duelli per le corse a tappe anche tra Pellizzari, Piganzoli, Finn…è questo l’auspicio di tutti i tifosi e gli appassionati dello sport italiano a due ruote e pedali.

 

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