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Pogacar VS Vingegaard, Skjelmose rivela: “Jonas dice: ‘Sto producendo le migliori prestazioni che abbia mai…'”

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Pogacar Vingegaard

Mattias Skjelmose ha aperto uno spiraglio su conversazioni private che raccontano quanto sia diventato pesante, per Jonas Vingegaard, convivere con il dominio di Tadej Pogacar. In un’intervista al podcast danese Hva så?! di Christian Fuhlendorff, il corridore della Lidl-Trek ha rivelato cosa gli ha detto il compagno di nazionale dentro al gruppo, nei momenti in cui i due si sono trovati a parlare della rivalità che definisce il ciclismo moderno.

«Non posso fare di più»

Le parole attribuite a Vingegaard da Skjelmose sono di una franchezza disarmante: «Dice: “Sto producendo le migliori prestazioni che abbia mai prodotto. Semplicemente non posso fare di più. Cosa dovrei fare quando sono meglio di quanto sia mai stato e lui se ne va lo stesso? Non posso fare di più”».

Una dichiarazione che suona come una resa lucida, non emotiva. Vingegaard non si lamenta, non cerca alibi: constata. E la constatazione è che il suo livello massimo non basta.

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Al Tour 2026: numeri da record, distacco crescente

Durante il Tour de France 2026, Vingegaard aveva più volte ribadito in pubblico di non aver mai pedalato così bene. Eppure, alla fine della seconda settimana, il distacco da Pogacar aveva già raggiunto i quattro minuti e mezzo. La corsa si è poi chiusa anzitempo per lui alla quindicesima tappa, quando una caduta gli ha provocato la frattura della clavicola e lo ha costretto al ritiro dopo un intervento chirurgico — un epilogo che ha chiuso nel peggiore dei modi un’altra grande corsa in cui il confronto con lo sloveno aveva monopolizzato l’attenzione.

Skjelmose sottolinea che, prima della caduta, Vingegaard non aveva dubbi né sulla preparazione né sulla condizione. La frustrazione era un’altra: sentirsi al massimo e non riuscire comunque a tenere la ruota di Pogacar.

«Penso che ci sia una pressione enorme su di lui», ha detto Skjelmose. «È l’unico che sia stato davvero in grado di competere con Pogacar e quello che gli è arrivato più vicino. Le aspettative di tutti ricadono su di lui, e non solo in Danimarca».

Il mea culpa di Vingegaard e la risposta di Rasmussen

Dopo il Tour, Vingegaard ha parzialmente rivisto la propria lettura della situazione. In una conferenza stampa al Giro di Danimarca ha ammesso che la Visma potrebbe aver impostato la preparazione in modo non del tutto corretto, puntando troppo sulle salite lunghe mentre il percorso del Tour 2026 richiedeva anche esplosività sui muri corti. «Forse abbiamo letto leggermente male il Tour quest’anno», ha detto. Ha anche riconosciuto che sviluppare brillantezza dopo tre settimane di Giro d’Italia non è mai semplice.

Michael Rasmussen, ex scalatore e voce critica del ciclismo danese, non ci ha creduto. Intervistato da Viaplay, ha definito la spiegazione «una povera scusa» e ha sostenuto che la Visma avesse tutto il tempo tra Giro e Tour per lavorare sull’accelerazione di Vingegaard. Il suo giudizio finale è stato ancora più netto: «La Visma avrebbe potuto mandare Jonas sulla luna. Il risultato sarebbe stato lo stesso: sconfitta contro Tadej Pogacar».

FAQ

Cosa ha detto Vingegaard sulla rivalità con Pogacar secondo Skjelmose?
Che sta producendo le migliori prestazioni della sua carriera, ma che non può fare di più: Pogacar se ne va lo stesso.

Perché Vingegaard si è ritirato dal Tour de France 2026?
Una caduta nella quindicesima tappa gli ha provocato la frattura della clavicola, costringendolo al ritiro e a un successivo intervento chirurgico.

Vingegaard ha ammesso errori nella preparazione al Tour 2026?
Sì, in parte: al Giro di Danimarca ha riconosciuto che la Visma potrebbe aver puntato troppo sulle salite lunghe, trascurando l’esplosività richiesta dal percorso del Tour.

Come ha risposto Rasmussen alle giustificazioni di Vingegaard?
Le ha definite una scusa, sostenendo che una preparazione diversa non avrebbe cambiato la gerarchia finale e che Pogacar avrebbe vinto comunque.

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